Vini

Abruzzo e la coltura della vigna

vitigno

Enoteca regionale

Punto di riferimento per enologi, produttori e addetti ai lavori, nonché per appassionati ed estimatori della vite è l’Enoteca Regionale d’Abruzzo, vetrina di riguardo per le migliori produzioni della regione. Ospitata nel seicentesco Palazzo Corvo in Ortona (Chieti), a pochi metri dal Castello Aragonese, è stata istituita nel 1995 dall’Agenzia Regionale per i Servizi di Sviluppo Agricolo ed è gestita da un Comitato di programma e sorveglianza composto da rappresentanti dei produttori, degli operatori settoriali e di istituzioni pubbliche e private. Nell’accogliente ambientazione del wine bar offre degustazione di vini al bicchiere sotto consiglio qualificato dei sommelliers che accompagnano il visitatore-assaggiatore in visita guidata, utile a far apprezzare sfumature e particolari sensazioni di ogni singolo vino. I produttori aderenti all’Enoteca sono 80, le etichette preventivamente selezionate dalla commissione tecnica che ne garantisce il mantenimento degli standard, sono 200 e comprendono i migliori d.o.c.: Montepulciano Abruzzo, Cerasuolo, Trebbiano Abruzzo, Controguerra, Colline Teramane.

Viticoltura in Abruzzo

Viticoltura e Abruzzo è binomio inscindibile. Allo sguardo esperto non sfuggono tracce di antichi vigneti sulle colline intorno al Fucino e sulle colline soleggiate dell’aquilano. Oggi la vista si ripete sulle distese di vigneti a tendone o spalliera che coprono colline litoranee ed estensioni interne di più antica tradizione viticola. La coltura della vite è così antica da non invidiare le produzioni di altre più blasonate regioni poiché la tradizione le viene da popolazioni pre-romaniche. La viticoltura interessa circa 35.000 aziende, delle quali il 50% a coltivazioni legnose agrarie e il 41,3% a Superficie Agricola Utilizzabile, con particolare incremento di quest’ultima, nell’ultimo decennio, nella coltura della vite. La produzione abruzzese di uve tocca mediamente 5 milioni di quintali annui, cui corrispondono in media 3,6 milioni di ettolitri all’anno, dei quali il 40% imbottigliato in regione. Oltre l’80% della produzione complessiva proviene da 40 cantine cooperative, delle quali 33 della provincia di Chieti, che copre l’80% del vino regionale.

Vitigni Montepulciano d’Abruzzo

È di vigoria medio-buona, a germoglio tardivo, di tralcio medio. Preferisce terreni di medio impasto, profondi, mediamente argilloso-calcarei. Esige forme di allevamento non troppo espanse e potature non troppo corte. La produzione è medio-buona ed abbastanza costante sia nelle forme a potatura corta che medio-lunga.

Trebbiano abruzzese

Vigoroso a germogliamento medio-tardivo, si adatta ad ambienti diversi preferendo terreni collinari ed argillosi. Preferisce potature medio-lunghe e ricche. La produzione è abbondante e costante.

Cococciola

È autoctono abruzzese, coltivato soprattutto in provincia di Chieti, nei Comuni di Vacri, Ari e Rocca San Giovanni. È stato riscoperto grazie alla qualità del prodotto riferita ad aromi ed acidità fissa. La vigoria è media e si adatta a potature non troppo ricche. La produzione è abbondante.

Pecorino

Di origine incerta ma da lungo tempo presente nelle regioni centrali italiane. La bacca è bianca, la foglia medio-piccola, quasi intera. Il grappolo è medio, lungo, piramidale-cilindrico con acino piccolo e rotondo di colore verde-giallo a maturità. La vigoria è medio-buona.

Passerina

Appartiene alla grande famiglia dei trebbiani, autoctono delle regioni centrali italiane. In Abruzzo se ne trovano modeste quantità, nel teramano e nell’aquilano come trebbiano campolese oppure camplese; nel chietino trebbiano scenciato e nel pescarese trebbiano dorato. Ha bacca bianca e foglia grande, grappolo medio, acino medio-grande, un po’ puntinato, giallastro a maturità.

Malvasia abruzzese

Sicuramente presente in Abruzzo dal secolo scorso. Ha bacca bianca e foglia medio-grande; grappolo grande, lungo, alato; acino medio-piccolo, rotondo con buccia trasparente; media vigoria.Montonico Anche questo è presente in Abruzzo almeno dal secolo scorso, soprattutto in provincia di Teramo (Montonico di Bisenti e Poggio delle Rose). La bacca è bianca, la foglia medio-grande, pentalobata; grappolo grande, cilindrico piramidale; acino grande, rotondo, appena punteggiato; vitigno vigoroso.

Moscatello di Castiglione a Casauria

Comparso nella zona omonima da almeno due secoli, è considerato di gran pregio. È a bacca bianca, foglia di media dimensione, pentalobata; grappolo medio-piccolo, piramidale; acino medio, un po’ ellittico; buccia giallastra a maturazione.

Caratteristiche dei D.O.C. e D.O.C.G. abruzzesi

Sono tre le Denominazioni Origine Controllata che rappresentano la vitivinicoltura abruzzese: il Trebbiano d’Abruzzo, il Montepulciano d’Abruzzo (Rosso e Cerasuolo) e il Controguerra. Trebbiano e Montepulciano hanno stessa area di distribuzione, corrispondente alle zone più vocate che, grazie alla loro ampiezza territoriale, producono vini con sfumature locali molto interessanti. Il Controguerra è vino prodotto in una zona territorialmente limitata a cinque Comuni della Val Vibrata, in provincia di Teramo: Ancarano, Torano Nuovo, Controguerra, Corropoli e Colonnella.

Trebbiano d’Abruzzo

È ottenuto quasi esclusivamente dalle uve dei vitigni Trebbiano d’Abruzzo (Bombino bianco) e/o Trebbiano Toscano con eventuale piccola aggiunta (max. 15%) di altre uve a bacca bianca non aromatici autorizzati dalla Regione Abruzzo. Le uve provengono da vigneti a 500 metri, eccezionalmente a 600 per quelli esposti a mezzogiorno o ai degradanti verso il mare. La resa massima delle uve non deve superare i 140 quintali per ettaro. Il vino ha colore giallo-paglierino, odore gradevole, delicatamente profumato, sapore asciutto vellutato e armonico. La gradazione alcolica minima, al momento del consumo, è pari all’11,5%. Va gustato fresco (10-12° gradi) in abbinamento a piatti di pesce, a primi leggeri ed a formaggi freschi. Molti produttori del Centro Italia indirizzano le potenzialità del vitigno alla maturazione del vino in piccole botti di rovere (barrique) che conferiscono al Trebbiano d’Abruzzo maggiore complessità di profumi e sapori.

Montepulciano d’Abruzzo

Certamente originario dell’Abruzzo, da non confondere con quello toscano che trae denominazione dal Comune e non dai grappoli che ne caratterizzano l’uvaggio. Il vitigno abruzzese è originario della Valle Peligna, coltivato da oltre due secoli sulle colline. Il vino si ottiene dalle uve del vitigno omonimo con eventuale piccola aggiunta, max. 15%, di altre uve di vitigni a bacca rossa autorizzati dalla Regione Abruzzo. La resa massima d’uva non deve essere superiore a 140 quintali per ettaro di vigneto in coltura specializzata. Il Montepulciano d’Abruzzo rosso si caratterizza per colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendente all’arancione se invecchiato, ha odore vinoso, tenue e gradevole, sapore asciutto, morbido e sapido, leggermente tannico, gradazione alcolica minima pari all’11,5%. Possiede grande corpo e struttura che lo rende adatto all’invecchiamento. Si sposa bene con piatti a base di carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati. Dopo limitata fermentazione con vinacce, le uve Montepulciano producono un vino di colore rosso ciliegia, più o meno carico, denominato Cerasuolo, di odore gradevole, delicatamente vinoso, fruttato, fine ed intenso, sapore secco, morbido, armonico, delicato con retrogusto mandorlato. La resa massima di uva non deve superare i 140 quintali per ettaro, gradazione alcolica minima pari all’11,5%. È consigliato per primi piatti con sughi leggeri, carni bianche, pesce azzurro dell’Adriatico e baccalà.

Controguerra

Riconosciuto D.O.C. nel 1996, annovera vini di grande pregio e diverse tipologie. La resa massima di uve per ettaro in coltura specializzata non può superare 120 quintali per ettaro per i rossi e 140 per i bianchi. Il Controguerra Rosso, anche novello, è ottenuto, come da disciplinare, dal minimo di 60% di Montepulciano, di 15% di Merlot e/o Cabernet Sauvignon e di altre uve di vitigni a bacca rossa, autorizzati, fino al massimo del 25%. Il colore è rosso rubino intenso, odore vinoso, sapore asciutto, leggermente tannico, caratteristico; la gradazione alcolica minima, al momento del consumo, deve essere pari al 12%. Si abbina con i piatti più impegnativi della cucina tipica italiana. Quando raggiunge la gradazione alcolica minima del 12,5% ed è sottoposto per 24 mesi ad invecchiamento, dei quali 6 mesi di affinamento in bottiglia a partire dal 1 dicembre dell’anno di vendemmia, prende il nome di Riserva. Il D.O.C. Controguerra Bianco è ottenuto da Trebbiano Toscano per 60% minimo e Passerina per 15% oltre ad altri vitigni a bacca bianca autorizzati, fino al 25% massimo. Ha colore giallo paglierino, odore fruttato, sapore secco, leggero retrogusto amarognolo, gradazione alcolica minima al consumo dell’11%. Si consuma con piatti a base di pesce. Altre tipologie di notevole interesse sono lo spumante bianco, il passito bianco e rosso, il D.O.C. Controguerra che, con la menzione Merlot, Cabernet, Ciliegiolo, Pinot nero, Passerina, Riesling, Moscato e Chardonnet, è riservata a vini ottenuti da uve di vigneti con almeno l’85% del corrispondente vitigno.

Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane D.O.C.G.

Sottozona dal 1995, il Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane, dalla campagna vinicola 2003 ha ottenuto la Denominazione d’Origine Controllata e Garantita. In base al suo disciplinare, deve essere prodotto nei terreni collinari o d’altopiano della provincia teramana, con almeno il 90% di Montepulciano ed al massimo il 10% di Sangiovese. La resa massima di uva non deve superare le 9,5 tonnellate per ettaro, la gradazione alcolica minima deve essere del 12,5%. Il vino ha colore rosso rubino intenso con lievi sfumature violacee, tendente all’arancione se invecchiato, profumo caratteristico, etereo, intenso, sapore asciutto, pieno, robusto ma armonico e vellutato. Se sottoposto ad invecchiamento superiore a tre anni, prende nome di riserva.

Tratto da encounterabruzzo.it

 


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Mi chiamo Marco Maccaroni e sono un appassionato di tecnologia ed innovazione in genere, oltre che della fotografia, del mare, della montagna e della buona cucina. Anche se lontane, le mie origini abruzzesi hanno fatto si che la frequentazione di questi territori, iniziata sin bambino, sviluppasse in me una grande sintonia forte e gioiosa. Nasce in questo modo l'idea di portare sul palcoscenico più grande del pianeta delle pagine interamente dedicate all'Abruzzo, alla sua cultura ma soprattutto alla sua storia ed alle sue origini.

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