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Eremi e santuari d’Abruzzo

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Santuario di San Camillo – Bucchianico (Ch)

bucchianicoIl Santuario di San Camillo De Lellis è ubicato in pieno centro cittadino, a pochi passi dalla sua casa natale e accanto al convento da lui costruito. San Camillo, uno dei protagonisti indiscussi della spiritualità abruzzese, fu il fondatore dell’ordine dei Chierici Regolari Ministri degli infermi ed è patrono dei malati, degli ospedali, dei medici e degli operatori sanitari. La Chiesa, costruita nella prima metà del XVII secolo, si presenta con una semplice facciata rettangolare in mattoni. L’interno è ad una sola navata con cappelle laterali. A sinistra del sontuoso altare maggiore, in legno scolpito e dorato, è posta la statua del Santo, mentre sul lato opposto vi è la cappella delle reliquie che custodisce il “piede” di San Camillo, le scarpe, una benda usata per medicare la piaga del piede e uno scritto autografo. La sagrestia è decorata da un interessante ciclo di affreschi eseguiti nel 1690. Dalla chiesa superiore si scende alla cripta, dove preziose vetrate e mosaici, realizzati dalla scuola vaticana, circondano il simulacro del Santo accanto al quale arde la “Fiaccola della caritas”, dono di Papa Giovanni XXIII nel giugno del 1960. Il simulacro è una fedelissima ricostruzione del volto di S. Camillo, realizzato sulla base della maschera di cera prodotta prima di deporlo nella tomba. Inoltre, nell’urna è conservata la reliquia dei precordi, le parti che circondano il cuore. Vicino vi è l’ampolla contenente il suo sangue raggrumato. Accanto alla cripta, nel sotterraneo del convento, è visitabile una mostra dedicata al Santo in cui sono esposti alcune reliquie, i suoi vestiti, le bende e documenti di raro valore storico. Non lontano dal Santuario, vi è la casa natale di San Camillo. Nella stalla ove nacque è stata realizzata nel 1712 una cappellina, che presenta sulle pareti quadri che riproducono momenti significativi della sua vita.

Santuario Madonna della Libera – Pratola Peligna (Aq)

pratola-peligna-santuario-madonna-liberaTutto l’Abruzzo montano e rurale riferisce la sua devozione alla Madonna della Libera, bellissima Protettrice della Valle Peligna, il cui culto si sviluppò intorno ad una immagine della Vergine rinvenuta miracolosamente nel 1456 e a cui si attribuisce la liberazione del territorio dalla pestilenza. La primitiva cappella fu, in seguito ampliata fino a raggiungere le imponenti dimensioni attuali.Un’elegante edicola accoglie la miracolosa Immagine murale, alla cui destra è esposto un simulacro settecentesco che riproduce le fattezze del dipinto e che ogni anno viene esposto con una scenografica cerimonia. A proposito di questa statua che è senza dubbio la rappresentazione mariana più regale d’Abruzzo, vestita di porpora e azzurro, coronata e completamente ricoperta di gioielli, occorre dire che fu eseguita dai Padri Celestini della Badia Morronese e rivestita di una magnifica veste. Alla fine del secolo scorso questa fu sostituita da un’altra, ugualmente ricamata in oro da una nobile monaca sulmonese, mentre quella attuale sontuosa per ornamenti e decori, insieme al manto di grande valore artistico, è stata donata per grazia ricevuta nel 1977. La Madonna della Libera è festeggiata a Pratola Peligna, con grande concorso di pellegrini. La prima domenica di maggio, le cerimonie religiose e civili che accompagnano l’evento sono considerate tra le più importanti della regione e mantengono aspetti di grande significato antropologico.

Santuario Madonna delle Grazie – Monteodorisio (Ch)

madonna-delle-grazieIl Santuario è tra i più interessanti dell’Italia centrale. E’ ubicato all’ingresso del paese ed occupa l’area in cui sorgeva una cappella cinquecentesca dedicata alla Madonna delle Grazie.La sua costruzione iniziò nel 1886 in seguito al verificarsi di un evento prodigioso. Durante i lavori di restauro della chiesetta da una fenditura iniziò a zampillare dell’acqua che guarì inspiegabilmente una bimba ammalata. La notizia si diffuse rapidamente anche nei paesi vicini e ogni giorno centinaia di persone accorrevano sul luogo per bere quell’acqua miracolosa. Per devozione, la popolazione di Monteodorisio decise di costruire in quel luogo una chiesa più grande e subito si mise all’opera sia con offerte in denaro che con il proprio impegno personale. Venne costruita anche una fornace di laterizi vicino al fiume Sinello e di lì la gente, allineata in fila indiana, per una lunghezza di oltre tre chilometri, si passava di mano in mano il materiale per costruire il santuario. I lavori durarono circa dieci anni. La consacrazione avvenne il 1° settembre 1895. Il santuario presenta un’architettura svettante con splendide volte a crociera e pregevoli affreschi. L’interno è a croce latina a tre navate. In fondo, sul trono marmoreo, vi è la statua della Madonna delle Grazie con sul capo una corona di dodici stelle. La facciata è tripartita con tre portoni a tutto sesto; quello centrale è sovrastato da un bel rosone di foggia gotica. Numerosi sono i miracoli riconosciuti, testimoniati in un salone stracolmo di ex voto. Una scalinata monumentale, lunga sessanta metri e con cento gradini, collega il Santuario con il borgo antico. Ogni anno, nella prima domenica di settembre, si celebra una solenne festa con grande partecipazione di fedeli.

Santuario Madonna delle Grazie – Teramo

Già esistente nel 1153, era un tempo Sant’Angelo delle Donne, monastero di monache benedettine. Fu ingrandito nel 1448 per ordine di Papa Eugenio IV che lo destinò ai frati minori osservanti di Giacomo della Marca. Restaurato sul finire del ‘600 e poi nell’800, nel corso del XX secolo ha subito nuovi interventi di consolidamento in seguito al crollo di parte della loggia. Oggi appare completamente ammodernato nella veste neorinascimentale dovuta alla ricostruzione del 1892-1900. La facciata della chiesa è abbellita da un portico con tre ingressi, la pianta rettangolare interna presenta un’unica navata con diverse cappelle laterali ed un soffitto a crociera con cupola. Della chiesa colpiscono gli interni completamente affrescati dall’artista romano Cesare Mariani sul finire del XIX secolo. Sull’altare maggiore si trova la statua lignea policroma della Vergine con il Bambino, attribuita a Silvestro dall’Aquila. In seguito ad un restauro, è tornato nella sua sede originaria l’affresco del XV secolo della Madonna della Grazie in trono con il Bambino, attribuito alla scuola di Carlo Crivelli. Da visitare il chiostro del convento, unica testimonianza dell’antico edificio medievale, con colonne in pietra e capitelli in stile lombardo-bizantino (primi anni XII secolo). La chiesa conserva infine un’importante serie di ex voto che datano dal XV secolo tra i quali un rilievo in argento con scena di Natività (1565), due calici settecenteschi di manifattura napoletana ed un notevole gruppo di paramenti sacri (fine XVI secolo-prima metà del XVIII secolo).

Santuario Madonna dello Splendore – Giulianova – (Te)

splendoreIl Santuario della Madonna dello Splendore a Giulianova, è stato edificato sul luogo dove la vergine, il 22 aprile 1550, apparve in mezzo ad un nimbo luminoso ad un vecchio contadino di nome Bertoldino. Sulla collina scaturì anche una sorgente miracolosa, tuttora viva. la festa che vi si celebra alla data dell’apparizione, è ricca di motivi religiosi e civili, mentre tutto l’anno la Chiesa e il Convento, retti da Padri Cappuccini, costituiscono un centro culturale e sociale di prima importanza. Fino all’inizio del 1800 il Santuario rimase affidato alla cura spirituale dei padri Celestini che abitavano il “monastero” attiguo alla chiesetta. Quando i conventi subirono la soppressione e i religiosi ne furono allontanati con la forza, l’edificio fu adibito a “luogo di cura e di ricovero” e la Cappella/ Santuario, su richiesta delle autorità civili, fu affidata alla cura di alcuni frati cappuccini. Da allora questi religiosi si sono presi cura del Santuario, inizialmente con la costruzione del bel campanile – recentemente pur esso restaurato – e progressivamente con il ripulire, ingrandire e abbellire questo luogo, perché per tutti possa essere davvero luogo di esperienza materna di Dio, luogo di pace e di riconciliazione con Dio, con se stessi e con il prossimo.

Santuario Romitorio di Maria SS Della Portella – Rivisondoli

Il Santuario conserva una miracolosa immagine della Madonna col Bambino (bassorilievo in pietra). Fu eretto alla fine del XVI secolo nel luogo in cui, secondo la tradizione, l’effigie della Vergine, trasportata da terre lontane, divenne così pesante da non poter essere più rimossa. Dista circa 1,5 Km dal paese.

Santuario San Domenico Cocullo

Nella parte bassa del borgo si erge il noto Santuario di San Domenico, ricostruito tra la fine del XIX e gli inizi XX secolo sul luogo di una chiesa più antica. Vi si conservano tre croci processionali d’argento di manifattura sulmonese del ‘400 , quattro reliquiari e suppellettili sacre sulmonesi XV-XVII sec. Il santuario è meta di migliaia di pellegrini il primo giovedì di maggio, quando rivivono i riti in onore del Santo Il primo giovedì del mese di maggio vi si celebra, con grande concorso di popolo la festa del Santo, che trae origine, secondo la tradizione, dal culto della dea marsa Angizia.

Santuario della Scala Santa – Campli (Te)

scalaDi grande valore artistico e religioso, il santuario della Scala Santa venne aperto ai fedeli nel 1776 dopo che Papa Clemente XIV concesse alla cittadina tale privilegio. Ventotto gradini di dura quercia da salire in ginocchio recitando preghiere e ripercorrere così simbolicamente la sofferenza di Gesù verso la croce. Ai lati della scala sei dipinti narrano la Passione di Cristo. Superati i 28 gradini si giunge al “Sancta Sanctorum”, la cappella della Reliquia dove è situato l’altare del Salvatore e dove sono conservate le schegge della vera croce di Gesù insieme a reliquie di santi. Il fedele così rigenerato e purificato può ora scendere in piedi, accompagnato da scene gioiose e da angeli in festa. A lato del Sancta Sanctorum è possibile ammirare i ritratti di Sant’Elena e di Papa Clemente XIV. Ancora oggi la Scala Santa di Campli può essere percorsa in ginocchio e in alcuni periodi dell’anno il fedele può ottenere l’Indulgenza Plenaria con lo stesso valore della Scala Santa di Roma.

La Porta Santa, Basilica di Colle Maggio – L’Aquila

CollemaggioLa basilica di Santa Maria di Collemaggio all’Aquila fu fondata nel 1287 per volere di Pietro da Morrone, incoronato papa Celestino V nel 1294, è il più importante monumento religioso della città. Contiene la prima Porta Santa del mondo ed è sede di un giubileo annuale unico nel suo genere. La Perdonanza è il primo Giubileo della cristianità, istituito con propria Bolla da Papa Celestino V un mese dopo la sua incoronazione avvenuta all’Aquila, nella basilica di Collemaggio, il 29 agosto 1294. Papa Celestino volle assolti da ogni pena e da ogni colpa tutti coloro che, veramente pentiti e confessati, avrebbero visitato la chiesa di S.Maria di Collemaggio nell’annuale ricorrenza della Decollazione di S.Giovanni Battista, dal vespro del 28 al vespro del 29 agosto. Si avvia, ogni anno, con l’apertura della “Porta Santa” (l’unica fuori Roma!) della Basilica di Collemaggio da parte di un Cardinale designato dalla Santa Sede. L’apertura della Porta Santa, la sera del 28 agosto, è preceduta da un lungo corteo storico (circa 1.000 figuranti in costume d’epoca, in rappresentanza del gruppo storico del Comune dell’Aquila, di altri gruppi di città italiane, oltre che a esponenti di amministrazioni e al rappresentante del Governo).

Credits: www.abruzzointour.com

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Autore: Marco Maccaroni

Terra di impareggiabile bellezza, ricca di tradizioni, storia e arte. Territori selvaggi che digradano in colline fino a raggiungere il mare. Vicoli, viuzze medievali che trasportano in un mondo passato suscitando emozioni uniche. Le spettacolari isole Tremiti incastonate in un mare dalle mille tonalità di blu. Un viaggio in Abruzzo per scoprire la storia, l’arte e la natura di una regione ricca di tesori nascosti

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