Parco Naturale Regionale Velino-Sirente

sirente-1 Parco Naturale Regionale Velino-Sirente

Storia e natura

Il massiccio del Velino è delimitato a sud dalla Piana del Fucino, a nord da quella dell’Aquila, mentre verso ovest continua con i Monti del Cicolano e verso est l’Altopiano delle Rocche lo separa dal Sirente. Compatto baluardo visto da sud con la sua vetta di 2486 m, presenta una morfologia variata sugli altri versanti per l’azione dei fenomeni glaciali sulle rocce calcaree delle quali è composto: circhi, soglie rocciose, argini morenici, vasti brecciai di aspetto desertico. Altrove, tuttavia, nelle valli riparate, si trovano estese foreste mentre ampie pianure carsiche come quelle di Campo Felice o dei Piani di Pezza, d’estate, sono luogo di pascolo mentre, d’inverno, campo ideale dello sci di fondo. Per questa sua natura aspra e povera, la montagna non è molto antropizzata e in quota non si trovano i segni del lavoro dell’uomo. Gli interventi sirente-2 Parco Naturale Regionale Velino-Sirentesono del tutto recenti: il tentativo di utilizzare le risorse minerarie prima della guerra e quello, più riuscito, di sfruttare le possibilità turistiche con gli impianti di risalita, in epoca più recente. Separato dal Velino tramite l’Altipiano delle Rocche, il Sirente (2349 m) è un’imponente montagna di forma allungata, piuttosto regolare, con un versante nord est scosceso, e un versante sud ovest degradante con un pendio dolce appena mosso; lo stesso può dirsi dei Monti Ocre e Cagno che precipitano sulla Piana dell’Aquila con ripidissimi pendii. Il nome Velino deriva, secondo alcuni, dalla parola greca “helos”, che significa “palude”. Tutto ciò appare incredibile vista l’attuale aridità, ma il massiccio racchiudeva all’inizio dell’Era Quaternaria una serie di laghi d’alta quota: i laghi di Ovindoli, di Rocca di mezzo, di Pezza, di Campo Felice. Ai suoi piedi, poi, si stendeva il Fucino, un immenso specchio d’acqua di estensione assai variabile che per alcuni periodi raggiunse perfino i 1400 m di quota. In tempi più recenti esso si ridusse ad occupare soltanto la conca centrale dell’Altipiano, e già l’imperatore Claudio tentò di prosciugarlo, opera che invece venne compiuta solo nel 1875. Alle falde del Velino è transitata la storia, i Romani nel loro progetto di unire il Tirreno all’Adriatico lungo la Via Valeria fecero sorgere nel 304 A.C. la città romana di Alba Fucens che arrivò a contare 40.000 abitanti. Gli Equi e i Marsi furono sottomessi e la città di Alba decadde solo nel IX secolo distrutta dai Saraceni. Ma il Velino col suo aspetto sornione ha anche visto la famosissima battaglia del 1268 che si concluse con la tragica sconfitta di Corradino di Svevia. Il Medioevo ha visto sorgere ai suoi piedi dei superbi esempi artistici: la bellissima chiesa di S.Maria in Porclaneta è il manifestarsi di uno stile romanico fra i più genuini e semplici.

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Da qualche anno, precisamente dal 1989, quasi tutte queste montagne e l’ambiente da cui sono circondate fanno parte di un Parco Regionale, il Parco del Sirente-Velino; la sua estensione è di 591 kmq. , la sede è a Rocca di Mezzo e il telefono è lo 0862-91661. Principali specie animali: lupo, cinghiale, cervo, vipera dell’Orsini, aquila reale, grifone. E’ un parco questo che stenta a decollare e la cui presenza si avverte poco sul territorio. Però c’è, e ogni escursionista che ami questi monti dovrebbe sforzarsi di farlo conoscere e di aiutarlo a crescere. Anche come estensione, perché ci sembra assurdo che montagne che fanno parte integrante del massiccio come il monte Puzzillo, o luoghi naturalisticamente così importanti come il bosco di Cerasolo, non siano compresi nei suoi confini. Invece, purtroppo, sta avvenendo tutto il contrario; ad una prima riperimetrazione, ovviamente in negativo, di qualche anno fa ne è in preparazione una seconda, ancora una volta, ovviamente, in negativo. Anche questa volta la riduzione viene a premiare le pressioni dei cacciatori, e del resto con una giunta regionale di destra era difficile immaginare un comportamento diverso. E così, invece di incentivare un turismo sostenibile e in crescita, anche con presenze dall’estero, come quello che cerca grandi aree di natura non devastata dallo “sviluppo” incontrollato, si assecondano i desiderata di categorie il cui contributo al vero sviluppo della regione, quello civico e sociale, è testimoniata dallo stato cui periodicamente vengono ridotti i rifugi non chiusi o custoditi, come quello, ad esempio, del Campitello. Ci è stato detto che è in corso una raccolta di firme contro la nuova riduzione della superficie del Parco, e a favore della sua trasformazione in Parco Nazionale; ci associamo con entusiasmo all’iniziativa, augurandoci di tutto cuore che vada a buon fine.

Riserva Naturale Orientata Monte Velino

sirente-3 Parco Naturale Regionale Velino-Sirente

La Riserva è stata istituita nel 1987 e si estende per circa 5000 ettari e ingloba anche la Foresta Demaniale delle Montagne della Duchessa. L’area della Riserva è caratterizzata da un massiccio centrale in cui oltre al Velino, terza cima di tutto l’Appennino, si trovano le altre cime principali: Cafornia 2424 m e Sevice 2358 m, nucleo che risulta separato in modo piuttosto netto dai monti circostanti da un profondo solco di origine glaciale. Grande è il fascino di queste montagne che rappresentano un insieme unico di cime, ghiaioni e pareti, valloni e strapiombi, boschi e praterie di vetta. Un luogo caratterizzato da una importante presenza faunistica che può vantare l’insediamento certo del lupo e dell’aquila reale e quello probabile dell’orso bruno marsicano. Nella guida è proposto l’itinerario che attraversa integralmente la Riserva, passando per la Valle Majellama e la Valle di Teve. Nel prepararlo si consideri che in alcuni periodi dell’anno il transito in queste zone, per motivi di protezione naturalistica, è interdetto. Per informazioni, sia sulla Riserva che sulla transitabilità delle zone protette si può telefonare al numero 0863-515162 (Ufficio Lavori e Studi della Riserva).

Credits: parks.it

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