Luoghi

Popoli la chiave dei Tre Abruzzi

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Popoli è posta ad un’altitudine di m. 254 sul livello del mare ha oltre 5.500 abitanti. La sua è una posizione strategica tanto da essere chiamato in passato ‘chiave dei Tre Abruzzi’ . Il territorio è ricco sotto il profilo naturalistico e nel corso degli anni è stata costituita la:
  • Riserva Naturale Orientata Monte Rotondo” (1982), di 14,52 Kmq. Con, al suo nterno , piante della macchia mediterranea
  • Riserva Naturale Guidata Sorgenti del Pescara” di 136 ettari, con un ambiente palustre e fluviale tra i migliori d’Italia
Le sue origini sono antiche, ma l’assetto urbano attuale prese forma nel XIII secolo, quando la sua posizione centrale rispetto alle valli del Pescara, del Sagittario e del Gizio , ne fece un punto nodale della cosiddetta via della lana che passando per L’Aquila congiungeva Firenze a Napoli. Per questa posizione strategica,  Carlo d’Angiò l’affidò ai Cantelmo, famiglia provenzale che l’aveva accompagnato nella conquista del Regno di Napoli e nella battaglia dei Campi Palentini. L’area di Popoli , o meglio, delle Svolte di Popoli, ha evidenziato la presenza di reperti derivanti da industria litica del paleolitico (Homo sapiens, Neanderthalensis), stessi reperti sono stati rinvenuti anche nell’area delle “Fonti”. In località S. Callisto – Cimitero sono stati rinvenuti resti di un insediamento neolitico riferibile alla “cultura di Ortucchio” con resti di abitato protovilliano. Altri ritrovamenti sono stati fatti a Valle Malpasso (pugnale e ceramiche dell’età del Bronzo), mentre a Colle Ferrano resti di abitato protostorico e fortificazioni del periodo italico e medievale. A Ravaro di S. Padre è stata rinvenuta una tomba dell’età del Ferro (VI secolo d.C.). Con al suo interno una lunga spada, due tazze ed una lunga olla a 4 anse.
 
Popoli (Pe). la piazza del Mercato, con la chiesa di San Francesco e la fontana monumentale
Popoli (Pe). la piazza del Mercato, con la chiesa di San Francesco e la fontana monumentale
 
In località Somma sono stati rinvenuti dei reperti riconducibili ad un insediamento dell’età del Bronzo e del Ferro, ma anche una tomba di epoca romana. Altri resti di epoca protostorica sono stati rinvenuti in località Colle Ferrano , ove sono stati scoperti resti di abitato protostorico, quelli di un centro fortificato italico e quelli di fortificazioni medievali. Altro recinto fortificato italico è stato rinvenuto in località Castiglione, mentre, infine, un’altra necropoli italica appare segnalata dal rinvenimento di una sepoltura in località Casino Mancini. Rovine romane sono state rinvenute in località S. Padre: nello specifico sono stati individuati resti di edifici romani, colonne in pietra ed una pietra miliare, una necropoli di epoca romana con quattro epigrafi, ed infine delle sepolture con lastre di pietra del periodo italico o popoli_3altomedievale. Altri resti romani , in particolare di villa romana, sono stati individuati in località di Capo Pescara, località Colle della Corte – Il Boschetto, con dolii, rocchi di colonna etc.. In località Sorgenti del Giardino sono stati individuati resti di acquedotto romano. In località S. Giovanni, sono stati individuati i resti della Chiesa altomedievale di S. Giovanni, realizzata con materiali antichi di spoglio. Le prime testimonianze su Popoli relative al periodo altomedievale ci giungono dal “Chronicon Casauriense” , che ci descrive la passione per la caccia di Gerardo, di origine franca e signore di Popoli. Questi, figlio del franco Roccone amava ispezionare approfonditamente il territorio di Tocco da Casauria, con la scusa della caccia, ed individuare quei luoghi più adatti ad un “incastellamento”, in particolare amava soggiornare nei pressi del monte Orsa. Quel territorio, infatti, si rivelava strategico sia per esigenze difensive, sia economiche, sia per il controllo del traffico sulla Via Claudia Valeria e delle Gole di Tremonti. A ciò si aggiunga anche il fatto che si otteneva anche il controllo del vicino tratturo e lo sfruttamento delle miniere della zona (asfalto e bitume). Gerardo per “appropriarsi” di queste risorse, stipulò con l’abate Ponzio del Monastero di San Clemente proprietario del territorio di Tocco, un contratto di locazione avente ad oggetto l’intero territorio di Tocco , per una durata di tre generazioni, a fronte di una somma di trecento soldi ed un canone annuo di dodici denari. Gli storici ritengono che la somma pagata sia stata troppo esigua se si pensa all’estensione del territorio, e, si suppone che questo contratto possa essere stato “estorto” coartando la volontà dell’abate, costretto a stipulare a condizioni inique, sotto la minaccia velata di un intervento armato diretto. La qual cosa comunque avvenne alla morte di Gerardo nel 1016 d.C, poiché il figlio Alberico ed i suoi eredi invasero con armigeri ilpopoli_4 territorio di Tocco edificando il castello di Tocco ed un “castrum” fortificato a protezione del villaggio di Tocco. I Normanni con Ugo di Malmozzetto stabilizzarono l’incastellamento già realizzato . Il normanno Roberto di Loritello divenne conte di Popoli. Sotto Ruggiero II, la signoria passò al conte Boemondo di Tarsia, giustiziere “Domini regis” e conte di Manoppello, i cui eredi governarono a lungo Popoli  . Alla dinastia normanna seguì quella Sveva. Durante il regno di Federico II la terra di Popoli fu inserita nel regio Demanio di Sicilia con un peso fiscale inferiore al passato. Con l’avvento degli Angioini il controllo feudale ridivenne penetrante, visto che Carlo I d’Angiò nel 1269 infeudò la terra di Popoli ai Cantelmo, famiglia provenzale che aveva seguito gli Angiò in terra d’Italia. La signoria dei Cantelmo ha, comunque, caratterizzato la storia di Popoli visto che grazie a loro il feudo fu trasformato dapprima in contea nel XV secolo e poi in ducato nel XVI secolo, fino all’estinzione della famiglia avvenuta nel 17494 . Nel 1749 il feudo fu assegnato alla signoria dei principi di Montemiletto fino all’eversione della feudalità nel 1806 . Uno dei monumenti più caratteristici di Popoli è il castello posto su una collina di cui ancora oggi sono visibili i resti.


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Mi chiamo Marco Maccaroni e sono un appassionato di tecnologia ed innovazione in genere, oltre che della fotografia, del mare, della montagna e della buona cucina. Anche se lontane, le mie origini abruzzesi hanno fatto si che la frequentazione di questi territori, iniziata sin bambino, sviluppasse in me una grande sintonia forte e gioiosa. Nasce in questo modo l'idea di portare sul palcoscenico più grande del pianeta delle pagine interamente dedicate all'Abruzzo, alla sua cultura ma soprattutto alla sua storia ed alle sue origini.

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