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RePlace all’Aquila. La luce dell’arte illumina le aree del sisma

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Calò il buio su L’Aquila il 6 aprile 2009, con il più grande sisma che colpì la città e il cuore dell’Italia intera. Torna ora un po’ di luce, dopo sei anni, non tanto grazie ai lavori di ricostruzione quanto alle opere degli artisti realizzate appositamente per la città, con la loro partecipazione a “Re_Place la città si illumina di nuovo”, progetto ideato da Germana Galli (che insieme a Antonella Muzi ha anche curato l’organizzazione) e promosso alla rivista MU6 e della Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo.

Si tratta di una iniziativa di arte contemporanea che riprende i concetti di spazio urbano e società, sviluppando tematiche legate alla rinascita del territorio. Cosa c’è di più forte della riappropriazione dei luoghi pubblici come bene comune per riaccendere lo spirito di cittadinanza e l’identità di essa?
Con queste premesse, si è proceduto al coinvolgendo degli artisti con un concorso per loro: questa è la quinta V edizione che ha richiesto la produzione di opere luminose inedite per dare anche un nuovo senso a palazzi, porticati e mura della città distrutta di modo che, per un mese, camminare per L’Aquila sarà come entrare ogni sera in un museo d’arte contemporanea a cielo aperto, che si accende sotto la luce delle stelle.

Ad accendersi saranno diverse strutture architettoniche, dal Castello Cinquecentesco, in via di restauro, in cui è visibile l’opera di Stefano Divizia, al Palazzo Ciavola Cortelli Porcinari dove sono state “riaccese” le finestre ad opera di Sara Ricciardi. Di nuovo vita anche sotto i portici, da sempre punto di ritrovo dei giovani: in questo caso le luci e le ombre sono state create da Meri Tancredi; Iolanda Di Bonaventura, artista nata proprio a L’Aquila, si è concentrata su una strada piena di cantieri.
Oltre a loro, sono visibili, fino al 25 ottobre, anche le opere di artisti provenienti da tutta Italia e di età differenti: ci sono il Collettivo Illumin-AZIONE (composto da Stefania Cupillari, Federico Cecchi, Alice Orlando, Silvia Salvatore, Santo Sipione), Piotr Hanzelewicz, Simone Pappalardo con Gianni Trovalusci, Enzo Umbaca. Tutti sono stati selezionati da una giura composta da Antonella Muzi, Gabi Scardi e Marco Brandizzi.


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Mi chiamo Marco Maccaroni e sono un appassionato di tecnologia ed innovazione in genere, oltre che della fotografia, del mare, della montagna e della buona cucina. Anche se lontane, le mie origini abruzzesi hanno fatto si che la frequentazione di questi territori, iniziata sin bambino, sviluppasse in me una grande sintonia forte e gioiosa. Nasce in questo modo l'idea di portare sul palcoscenico più grande del pianeta delle pagine interamente dedicate all'Abruzzo, alla sua cultura ma soprattutto alla sua storia ed alle sue origini.

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