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Riapre dopo 15 anni la chiesa di San Pietro l’Aquila

 

Riapre  dopo quindici anni e complessi e minuziosi lavori di restauro post-sisma, la chiesa di San Pietro a Coppito, vero gioiello dell’architettura aquilana. Considerata la più antica dentro le mura, edificata dal castello di Poppleto (oggi Coppito) su un preesistente tempio, divenne nel XIII secolo una delle quattro chiese capo-quarto della città “nova”, emblema della volontà di affermazione dell’Aquila e dei Castelli fondatori. Da sempre, la chiesa è stata punto di riferimento del popoloso quartiere e, proprio per questo, oggi rappresenta un giorno di festa per tutti gli aquilani

Proprio nella giornata dedicata a San Pietro, la riconsegna del bene artistico è avvenuta questa mattina alla presenza delle autorità locali e dei tecnici del Ministero, con la celebrazione della messa officiata dal Cardinale Giuseppe Petrocchi e la benedizione dell’altare. Il lavoro di recupero è stato condotto dal Segretariato regionale MiC per l’Abruzzo in collaborazione con la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per le province di L’Aquila e Teramo.

Oggi è una bellissima giornata – afferma Matteo Pisi, Segretario regionale MiC per l’Abruzzo -. È per me un grandissimo piacere e una grandissima soddisfazione, a nome del Ministero e del Segretariato della Regione Abruzzo, riconsegnare alla città dell’Aquila, alla collettività e alla Curia la chiesa di San Pietro di Coppito per il culto, ma anche per la semplice fruizione come bene culturale. Io, ovviamente, ringrazio tutte le persone che hanno reso possibile l’intervento: i funzionari del nostro Ministero, l’architetto Garofalo, l’architetto Di Stefano, la dottoressa Colasacco, il geometra Andreiucci, la ditta, fra l’altro aquilana, che ha seguito questo cantiere estremamente difficile, Ianni Scimia. Il lavoro parla da solo, la chiesa è meravigliosa

 

Il sisma del 2009 aveva causato pesanti danni alla struttura: il collasso della porzione sommitale destra della facciata, la defoliazione della sommità del fusto della cella campanaria, crollata a terra, e danni diffusi all’intero del corpo di fabbrica. Passati attraverso una corretta strategia di miglioramento sismico grazie all’introduzione di collegamenti, anche con sistemi innovativi, tra i diversi elementi strutturali, i lavori hanno restituito alla chiesa il suo aspetto originale.

I danni erano elevatissimi. Il più grande c’è stato sulla torre ottagonale che per un quarto era praticamente collassata sfondando anche le coperture della zona del transetto. Lesioni diffuse ci sono state poi su tutto l’apparato murario, per cui l’intervento di restauro e di consolidamento è stato molto pesante. Il sisma, in qualche modo pur nella sua tragicità, dà la possibilità di risistemare un po’ l’edilizia monumentale sia pubblica che privata”

Così l’architetto Antonio Di Stefano, direttore dei lavori dal 2018, che ci ha anche parlato di una bellissima scoperta.

Durante i lavori è fuoriuscita una nicchia sulla zona del transetto sulla sinistra, abbiamo indagato ed è uscita fuori una Pietà eccezionale, praticamente integra con la Madonna col Cristo sulle gambe e una Maddalena sulla destra“.

Molto delicate sono state anche le operazione di restauro della facciata, con la ricostruzione della porzione sommitale, crollata, in muratura di mattoni. Questa fase è stata preceduta da un rilievo dettagliato di tutti gli elementi lapidei del rivestimento, allo scopo di poterli ricollocare in opera nella originaria posizione.

“Si riconferma, con questa riconsegna, l’impegno del Ministero e del Segretariato regionale nel recupero del patrimonio culturale della regione e della città danneggiato dal sisma“, ha continuato Pisi, che ha poi elencato altri importanti cantieri attivi in città facendo un po’ il punto sullo stato dei lavori.

 

“Il Segretariato è impegnato in tantissimi altri cantieri di rilievo, come quello al Castello Cinquecentesco in piena lavorazione, a brevissimo ripartiranno i lavori del secondo stralcio. Sempre a brevissimo sarà consegnato al Museo Nazionale d’Abruzzo una parte del Castello che poi verrà allestita e, possibilmente, destinata alla fruizione diventando un bellissimo museo. Ricordo il Duomo dell’Aquila, i cui lavori sono in pieno svolgimento e di cui si prevede la conclusione nel 2026, anno dell’Aquila Capitale della Cultura, e il teatro comunale, intervento che ha ottenuto un nuovo impulso con la convenzione che ha stipulato il Segretariato Abruzzo con il Comune dell’Aquila e con l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione”.

#Newstown 

di Martina Colabianchi

 

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Informazioni su Marco Maccaroni 993 articoli
Classe 1956, innamorato di questa terra dura ma leale delle sue innevate montagne del suo verde mare sabbioso dei suoi sapori forti ma autentici, autore, nel 2014, del sito web Abruzzo Vivo

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