Storia della Torre del Cerrano

cerrano-a-01-700x585 Storia della Torre del Cerrano

Nel 1983 , mi fu regalato un bellissimo libro intitolato : “CERRANO ieri e oggi ” curato appunto dalla tale amministrazione . Questo testo descriveva il recupero della struttura storica della torre di Cerrano da parte della competente autorità provinciale e il suo riutilizzo a fini ambientalistici e medici a vantaggio della collettività . Uno dei primi capitoli riassumeva oltre tremila anni di storia passati del tratto di costa che va dall’ omonima torre fino al territorio del fiume Saline. Ossia quel tratto di costa protagonista delle mie vacanze e dei miei solitari vagabondaggi sulla spiaggia. Un tratto di costa dove ho rinvenuto spesso numerose conchiglie , una spiaggia a cui sono molto legato e di cui mi sta molto a cuore la situazione ambientale.

I rapporti umani con questa costa sono antichissimi , qui migliaia e migliaia di anni fa prima della nascita di Cristo vi erano già complesse realtà sociali che in parte si sono tramandate fino a noi . Risulta interessantissimo capire quali erano queste realtà e come i nostri antenati si rivolgessero verso il mare e soprattutto perchè. Da tenere presente inoltre la nobiltà del luoghi nel corso dei millenni. Per esempio il cerrano-a-02 Storia della Torre del Cerranonome Cerrano da dove deriva ? Lasciando cadere le ipotesi fantasiose circa la sua derivazione dall’ Iliade , dove Cerano era un guerriero licio ucciso da Ulisse (V.902) oppure Cerano era l’ auriga del cretese Merione ucciso da Ettore XVII,773 , quasi certamente tale nome deriva da Cerere . Cerere era la dea delle messi , la greca Demetra . Anche Cermignano per esempio deriva da CERIS MANIAE FANUM e probabilmente Cerrano derivava CERERIS FANUM ossia un tempio dedicato alla dea costruito nei dintorni . Strabone d’ Amasia , dell’ età augustea parla del fiume Matrino e dice che ” scorre dalla città degli Atriani ….ha un emporio sull’ Adriatico , emporio navale eponimo del Matrino “. Dunque dalla città di Atri scorre un torrente, e un imbarcadero sull’ Adriatico ha preso il nome di questo torrente.Nell’ imbarcadero vi si commercia frumento, e granaglie varie per cui giustamente si cerca la protezione della dea Cerere e magari si edifica un tempietto alla medesima. Nel 1982 il prof. P.G. Data verificando la tradizione dei marinai di Silvi e di Pineto ha confermato la pagina di Strabone , immergendosi davanti la spiaggia in questione e rinvenendo i moli dell’ antico porto di Cerrano. Questo assomiglia al porto del Pireo di Atene e nel caso di Atri era accessibile da due vie i fossi del Gallo e di Cerrano appunto. Non a caso nelle monete di Atri figurano elementi marinari come conchiglie , pesci e ancore .Queste monete sono antichissime addirittura precedenti i tempi italici .La stessa simbologia si ritrova nei mosaici preromani e romani che si rinvengono ancora oggi scavando alla profondità di un paio di metri .Chiaramente Atri era una città marinara forse una potenza marinara dell’ epoca .Il nome stesso di Atri è in relazione all’ acqua infatti Vatar significa acqua in lingua Ittita e lineare b , Udor significa acqua per i greci , Water per i sassoni . Il mare Adriatico si chiama così proprio grazie ad Atri . In questa città vi sono 25 fontane di tipo QANAT di origine persiana , ma diffuse in tutto il Mediterraneo. Queste fontane di tremila anni fà dovevano produrre dell’ acqua dolce in grande abbondanza e tutti quelli che hanno navigato in mare sanno quanto l’ acqua dolce sia importante per i marinai e quindi un ‘ approdo come quello di Cerrano capace di rifornimenti di acqua dolce , di vino e di frumenti doveva fare comodo a greci , fenici , illiri e a tutti quelli che solcavano l Adriatico a quei tempi. Ai Romani non sarà parso vero quandocerrano-a-04 Storia della Torre del Cerrano occuparono Atri di trovare un porto in Adriatico già bell’ è pronto e funzionante . In ogni caso fedeli alle loro tradizioni costruirono delle stade che dalla capitale si inoltravano verso le colonie conquistate. Una delle più interessanti fu la via Salaria o come la chiamarono i costruttori via SALARA. Atri era lo smistamento di questa strada che andava nelle seguenti direzioni : una verso Castrum ,(Giulianova) una vero Interamnia (Teramo) , una verso Pinna Vestinorum (Penne) una verso Salinas-Aternum (Montesilvano-Pescara) dove si ricollegava con la Valeria-Claudia. La direzione verso Salinas è la attuale via San Gottardo , Via Chiarini , via Verrotti del comune di Montesilvano , ossia sotto casa mia ! La località di Salinas corrisponde all’ attuale Villa Carmine dove si estraeva il sale dal fiume Sannum chiamato in seguito Salinum . Spesse croste saline si dovevano essere accumulate nel territorio in epoca pleistocenica , come testimoniano i cristalli e le conchiglie che si trovano ancora oggi nel mio comune. Conchiglie che non manco di collezionare ovviamente ! Secondo gli antichi la distanza di Atri da Roma facendo la Salaria era di 156 miglia . Dall’ Itinerario di Antonino si può leggere infatti : ” SALARIA AB URBE HADRIAE USQUE M.P. CLVI.” . Il comprensorio di Cerrrano è ricco di notevoli reperti archeologici che testimoniano come fosse il terminale marittimo in Adriatico della SALARA . Il molo a forma di L rovesciata di tale porto è sott’ acqua , con le strutture relative e sicuramente una attenta ricerca potrebbe restituire un sacco di manufatti e di reperti interessanti. Finchè il porto di Cerrano rimase funzionante , condivise tutti gli avvenimenti storici di Atri , e della regione. Per esempio Annibale sostò nel castello del porto e definì Atri , fedelissima a Roma. Cerrano partecipò ai rifornimenti del console Nerone proprio contro il fratello di Annibale , Adsrubale e permise inoltre i rifornimenti di Cesare cui sovrintese personalmente Sallustio Gaio Crispo , un abruzzese abilissimo in questo genere di cose . La tradizione vuole che Ponzio Pilato di Bisenti discendente dai Ponzio famiglia di generali Sanniti , trasferiti prima a Roma , poi ad Amiterno e poi a Bisenti si sia imbarcato con le sue truppe proprio da Cerrano per andare in Giudaea. La tradizione ha ragione in quanto tutte le legioni in Giudea ai tempi della vita di Cristo erano composte da militari di origine abruzzese come comprovano gli scritti dell’ epoca. Il centurione che infilzò il Cristo con la lancia si chiamava Cassius Longinus ed era originario della futura città di Anxanum , ossia Lanciano. Quindi, anche l’ altro Centurione quello che affascinò il Cristo per la sua fede proibendogli l’ entrata nella sua casa che considerava indegna di lui , supplicandolo di intervenire per guarire il suo servo , doveva a conti fatti essere abruzzese. Ebbene tutti costoro si imbarcarono da Cerrano per arrivare al reparto di destinazione. Durante le guerre puniche la famiglia degli AELII di Atri si era trasferita in Spagna . Uno dei loro figli ritornerà in patria e proprio in HATRIA eserciterà la carica di QUINQUENNALIS . In seguito diventerà Imperatore , stiamo parlando di AELIO ADRIANO che chiaramente non poteva non conoscere Cerrano , il suo porto e la costa intorno , visto che era un tipo che amava andare in giro per posti simili. A Cerrano arriveranno S.Epafrodito e S. Patras probabilmente con San Paolo , negli Atti degli Apostoli si legge (27,27) “navigantibus nobis in Adria ” .

cerrano-a-081 Storia della Torre del Cerrano

 Se andiamo a dare un’ occhiata agli affreschi nella Cattedrale di Atri , quelli di Andrea De Litio (seconda metà XV Secolo ) , nei particolari della fuga in Egitto , scopriamo delle cose interessanti. Questo pittore infatti ci da una sua visione della costa di Pineto , Silvi , Città Sant ‘ Angelo , Montesilvano , come si vedeva da Atri nei suoi tempi . Notiamo sulla sinistra una popolana, dietro la madonna sull’ asino che tiene una cesta sulla testa , proprio come faceva mia nonna , per trasportare carichi pesanti e un tempo le conche di rame con l’ acqua delle fontane dentro. Sopra la testa della donna del dipinto vediamo un porto , che non può non essere che quello di Cerrano . Si notano una poderosa fortificazione con tanto di ponte levatoio e strada protetta. Il porto è un bacino naturale a forma vagamente di L rovesciata , protetto anche a sinistra da fortificazioni merlate con due torri probabilmente per le segnalazioni .Accanto a queste fortificazioni vi sono delle costruzioni con il tetto in coppi e sono tre. Davanti queste costruzioni c’e una barchetta piccola ma con l’ abero per la vela , Forse le tre costruzioni saranno state dei cantieri o , una specie di arsenale o una dogana . Davanti la barchetta c’è uno che vestito di rosso rema per i fatti suoi su una cerrano-a-03 Storia della Torre del Cerranoscialuppa. Davanti costui s’intravede con sicurezza una vera e propria nave bella e grossa , d’ altura , con un’ altissima prua , albero maestro con la vela ripiegata e coffa e albero di bompresso .Su questa nave c’ e un ‘ altro individuo con cappello , quindi non è un marinaio semplice , che scruta nei dintorni .Il vogatore rosso solitario sembra che vada dalla nave alla fonda e si vede anche il cavo d’ ormeggio bello tirato fino alle costruzioni in coppi. Di queste si nota che la prima e l’ ultima hanno anche un secondo piano , forse saranno degli alloggi , per qualcuno, delle taverne , o degli uffici. Dietro questi alloggi c’è una stradina brecciata , o per lo meno con dei sassi, forse un selciato , che arriva sino alle due torri per la segnalazione . Davanti al porto ci sono due isolotti di cui uno abitato con una torretta. Forse tutta la zona si stava per interrare . Verso destra notiamo il resto della costa con dei castelli. saranno forse Silvi. e Citta Sant’ Angelo. Si vede anche un fiume e un mulino , chissà che fiume era , la sua acqua scorre da destra verso sinistra come testimoniano le due cascatelle che escono dalle aperture del mulino , forse sarà il fiume Piomba , non saprei .Le colline tutt’ intorno sono le tipiche colline ,oggi molto dolci e arrotondate, che si vedono fra Pineto e Silvi. Osservando la figura dell’ angelo in primo piano notiamo quella specie di canyons alle sue spalle. Altro non sono che i calanchi pleistocenici di Atri in dialetto chiamati ” Scrimoni “. La prima menzione medioevale di Atri e della sua costa è quella di una certo Paolo Diacono nel VIII secolo : ” …in Piceno sunt civitates Firmum , Asculum , Pinna , et vetustate consupta Hadria , quae Hadriatico pelago nomen dedit…. ” . Atri quindi ha dato il nome all’ Adriatico e risulta rovinata dall’ antichità .Nel 1085 il conte Trasmondo di Penne effettua una donazione a favore del Monastero di Santa Maria di Farfa , di quattro castelli , fra cui il castello di Atri …” Et Castellum de Atri cum Turris ….”ecc.Non si parla più del porto forse ormai interrato .Strano perchè se fosse in attività dovremo trovarne traccia. Possiamo concludere che una cosa sia stato il porto antico e un’ altra il porto medioevale . In pieno medioevo si ritrovano tracce di un porto di Atri presso Cerrano.In un diploma spedito da Ascoli il 1° Aprile del 1215 dal Cardinale Pietro Capocci , legato di Innocenzo IV si elencano i privilegi concessi ad Atri . Essa può diventare sede vescovile ,ha facoltà di eleggere il podesta purchè non ghibellino , è permesso crearsi degli statuti comunali e infine crearsi un porto. …” Vobis insuper auctoritate predicta concedimus ut Civitas Adriae possit habere portum per litus et litora maris ….ecc“.Evidentemente Atri era precedentemente decaduta, ora che ritorna a nuovo splendore memore delle tradizioni chiede di riavere un porto per sostenere ancora una volta i suoi traffici con l ‘entroterra , e il mare . Su tutta la costa non c’ era nessun altro porto funzionante quindi.Si può presumere che gli Atriani incominciassero subito i lavori , nel frattempo si preoccuparono di farsi confermare la concessione del porto anche dal Papa Alessandro IV con un diploma inviato da Napoli il 1° maggio 1255 …” Vobis et Civitati vestre portum in Penna Cerrani, et ubique per litora maris ….auctoritate Apostolica confirmamus….”Alla fine del XIII secolo il porto doveva essere in piena efficienza , sicuramente via mare infatti arrivarono ad Atri i grandi blocchi di pietra d’ Istria con cui ci si costruì la cattedrale .Altri documenti autorevoli menzionano d’ ora in poi il porto come una realtà efficiente .Nel 1347-1352 il porto e tutta la costa subirono gli assalti delle millizie comandate dal provenzale Frate Moriale , Cavaliere di Rodi . Altre attestazioni ci informano della presenza nel porto delle società mercantili fiorentine dei Bardi , dei Peruzzi ,e degli Azzerelli . Doveva essere un importante scalo , e qualcuno come Frate Moriale ne era talmente invidioso da attacarlo dal mare. La città di Teramo prese accordi con quella di Atri per facilitazioni commerciali e definizioni di tasse e gabelle per importare merci dal porto di Cerrano. Il diploma datato 9 marzo 1363 si conserva ancora nell’ archivio comunale di Teramo .Chiaramente gli abitanti di San Flaviano (Giulianova) si arrabbiarono ma non poterono nulla al riguardo per tutelare gli interessi del loro scalo marino. Nel 1447 Venezia mandò nell’ Adriatico una flottacerrano-a-07 Storia della Torre del Cerrano da guerra comandata da Andrea Loredan .Questa devastò il porto e le difese di Cerrano. Perche? Probabilmente per invidia della prosperità dei traffici dello scalo abruzzese , perchè altrimenti ? I veneti andarono a devastare anche il porto di Ortona . Alla fine del 500 ogni tentativo di restaurare il porto fu vano. L’ ultima volta che si sente parlare del porto di Atri è nel 1513 , data in cui il porto ormai rovinato e inservibile viene ceduto ad una società privata composta da : Giacomo Cicerone detto Sanguedolce , Francesco Firmani , Girolamo Antonelli , Prudenzio Massarotti. Si fa comunque riferimento alla strada SALARA come direttamente collegata all’ ormai interrato porto. Nel 1556 Il Vicerè Duca di Alcalà D. Pedro Perafan De Ribera fa costruire una torre non lontano dal torrente di Cerrano. Ne fece erigere anche una più a nord che prese il nome dal suo capitano Martin De Segura , da cui il moderno nome del paese di Martin Sicuro. Mi piace ricordare che alla biblioteca Nazionale di Parigi è conservato un censimento del 1598 di 48 fogli numerati ,gli ultimi tre descrivono le torri Vicereali in Abruzzo .Il censimento fu eseguito da Carlo Gambacorta per conto del Vicerè Enrique de Guzman , conte di Olivares. Quello che mi interessa è che il profilo costiero viene descritto come comprendente delle isole o isolotti , forse retaggio del non esaurito processo d’interramento della zona . Secondo la biblioteca di Parigi anche il Salino sul suo lato sinistro , in territorio di Città sant’ Angelo risulta fornito di torre. A me non risulta.La Torre di Cerrano mantenne la sua funzione di difesa per tutto il secolo XVI e il XVII .Nel XVII divenne proprietà dei Di Scorrano , marchesi di Cermignano , poi finì ai marchesi De Sterlich. Verso la fine del 500 gli unici porti funzionanti sulla costa Abruzzese erano Ortona e Pescara. Nella “Gerusalemme Conquistata” anche Torquato Tasso parlando di coloro che lasciavano l’ Italia per andare a combattere gli infedeli dice: ” Altri lasciar , cui sol di gloria calse, Lancian , Pescara , Ortona e l’ onde salse. Cerrano , e la spiaggia da Pineto a Montesilvano perdono quindi alla fine del “500” quel ruolo da protagonisti che hanno mantenuto dall’ antichità fino al “400” e inesorabilmente acquistano quella superficiale normalità con cui le giudicano le persone non dotte.Nel XX secolo la Torre di Cerrano diventa una abitazione con interventi di costruzione , uno della struttura superiore nell’ anno 1900 e un altro nel 1947 con una costruzione laterale a forma di L.L’ ultima famiglia proprietaria della Torre è la Marucci che assennatamente ha ceduto la sua proprietà all’ Amministrazione Provinciale di Teramo nel 1983.

cerrano-a-05-700x469 Storia della Torre del Cerrano

Se il mare è tranquillo dall’ alto della Torre è possibile ancora oggi osservare delle ampie e regolari ombreggiature sul fondo dell’ acqua marina. I pescatori locali e gli anziani chiamano “porto e strade” alcuni punti di riferimento dove è possibile pescare senza incocciare sulle rocce del fondo, e si racconta anche di un molo semisommerso al largo della Torre dove fino a qualche decina d’ anni fa era possibile camminare con la bassa marea. Li sotto sommerso nelle profondità marine c’è l’ antico porto di Atri . Quello scalo glorioso e nobile che tanto contribuì nel corso dei secoli alla fama della sua città è nascosto in quel punto. Il tempo tutto cancella e corrode , rimangono solo dei resti , per gli eroi un mucchietto d’ ossa per i luoghi qualche rovina .Ebbene le rovine di coloro che furono così civili da battezzare con il loro nome l’ Adriatico sono li.

tiger jedi

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