Tota Italia. Alle origini di una nazione. I reperti dei musei archeologici di Chieti


    Letture 4060

Presto nella mostra “Tota Italia. Alle origini di una nazione” (Roma, Scuderie del Quirinale) saranno visibili l’Ercole bronzeo in riposo dal santuario di Sulmona, l’Ercole di Venafro della collezione Pansa, il letto in osso di Fossa con piccole rappresentazioni di un Ercole barbato (MANdA Villa Frigerj) e la testa marmorea di anziano o di sacerdote, da alcuni identificato con Nerva (MAN La Civitella).

Tota Italia. Alle origini di una nazione

Le Scuderie del Quirinale riaprono con una mostra di grande rilievo culturale e simbolico “Tota Italia. Alle origini di una nazione”, realizzata con la Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, e curata da Massimo Osanna e Stéphane Verger.
La mostra nel titolo riprende la famosa formula del giuramento di Augusto, l’uomo che per la prima volta unificò l’Italia in un territorio omogeneo. Un’unificazione sotto il segno di Roma, ma che al tempo stesso manteneva quella divisione in regioni che ancora oggi testimonia la ricchezza e la varietà delle nostre tradizioni.

Musei Archeologici di Chieti

Il Museo Archeologico Nazionale d’Abruzzo di Villa Frigerj ha sede presso un edificio in stile neoclassico situato al centro dei giardini comunali di Chieti. Venne inaugurato nel 1959 per volere del Soprintendente Valerio Cianfarani, divenendo il primo Museo Archeologico Statale d’Abruzzo. L’attuale allestimento è stato realizzato nel 2011, comprende una nuova sala permanente del Guerriero di Capestrano ad opera dell’artista Mimmo Paladino e un percorso etnografico che mostra la pluralità culturale dei popoli dell’Abruzzo antico.
Il Museo Archeologico Nazionale “la Civitella”, inaugurato il 16 novembre del 2000, sorge all’interno del parco archeologico dell’anfiteatro romano, in uno splendido scenario paesaggistico e monumentale. Costituisce, nel cuore della vecchia città, uno stimolo alla riqualificazione urbana e un’occasione di sviluppo culturale. Al suo interno mostra i materiali archeologici e i documenti utili alla ricostruzione della nascita e dello sviluppo della città di Chieti e del territorio un tempo abitato dalla popolazione italica dei Marrucini (di cui Chieti, o Teate Marrucinorum, era il principale centro abitato), dalle prime tracce dell’uomo (età paleolitica) sino alle ceramiche della fine dell’Ottocento.


Lascia un commento