Vitigni e vini d’Abruzzo

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L’Abruzzo è una regione dell’Italia centro-meridionale, delimitata ad est dal mare Adriatico ed ad ovest dalla catena degli Appennini, dove si trovano i gruppi montuosi più alti quali la Maiella ed il Gran Sasso d’Italia. Dai monti al mare, in circa 50 Km in un paesaggio unico si trovano altipiani, dolci colline, ambienti lussureggianti e particolarmente incontaminati; si incontrano coltivazioni di olivo e vite che degradano fin quasi sul mare. L’Abruzzo è la regione dei parchi e riserve, tanto che oltre il 30 % del suo territorio, specie pedemontano e montano, è tutelato negli ambienti, particolarmente ricchi di storia, tradizione, cultura. In questi ambienti sono rimaste invariate o riscoperte negli anni produzioni e trasformazioni dei prodotti agroalimentari tipici. In pratica sono state tutelate e conservate le specialità produttive locali. Per quanto riguarda i vitigni la regione Abruzzo può vantare una grande biodiversità nella coltivazione della vite, sia in riferimento a quelle autoctone che di importazione.

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Negli ultimi anni, pur diminuendo il consumo pro-capite di vino, l’Abruzzo ha aumentato la quantità di prodotto venduto come D.O.C. e soprattutto quella di prodotto confezionato. In questo caso la fa da padrone il Montepulciano d’Abruzzo, che da vino da taglio è diventato finalmente vino da bottiglia. Il vitigno secondo recenti studi è originario della valle Peligna e da quell’ambiente si è diffuso in tutto il territorio regionale e delle regioni limitrofe, dove va a costituire la base di alcuni vini D.O.C. quali il Rosso Piceno e Rosso Conero nelle Marche e il Rosso Biferno nel Molise. Il vitigno presenta una certa rusticità, è resistente ai parassiti (nonostante presenti una certa sensibilità all’oidio) e nella media collina abruzzese esalta al meglio le sue caratteristiche, soprattutto per quanto riguarda il contenuto di sostanze polifenoliche, in particolare antociani e tannini responsabili del colore rosso. Il Montepulciano d’Abruzzo, coltivato in alcuni areali della provincia di Teramo, dopo un periodo di maturazione ed invecchiamento in legno, da origine al D.O.C.G. Colline Teramane che rispetto alla D.O.C. presenta nel disciplinare una minore resa ad ettaro e dei parametri diversi per quanto riguarda le caratteristiche chimico-fisiche ed organolettiche del vino. Dalle uve di Montepulciano d’Abruzzo si ottiene inoltre un vino dai caratteri finissimi e particolari chiamato “Cerasuolo” poiché ricorda il colore della cerasa (ciliegia) giustamente matura; è un vino fruttato che ricorda i piccoli frutti rossi, fresco, morbido, di buon corpo e di facile beva, che accompagna tutti i piatti. Esso viene ottenuto o per pressatura diretta delle uve o per breve macerazione delle bucce con il mosto, in modo tale che il prodotto sia ricco di antociani ma scarsamente dotato di tannini, i quali lo renderebbero astringente. Detto vino finalmente nel 2010 ha meritato una D.O.C. tutta sua e non viene più considerato il “figlio minore” del Montepulciano d’Abruzzo.

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Nella regione Abruzzo si producono altri vini D.O.C.: il Trebbiano d’Abruzzo, il Controguerra (quest’ultimo include diverse tipologie di prodotto che vanno dal passito allo spumante, con vitigni autoctoni o internazionali, puntando tutto sulla territorialità del prodotto visto che i comuni interessati sono solo cinque). Da due anni è stata introdotta una ulteriore DOC denominata “Abruzzo” che include tutti i vitigni autoctoni del territorio abruzzese, anche nella tipologia spumanti e passiti. Il Trebbiano d’Abruzzo viene ottenuto dall’uvaggio di uve trebbiano con altre varietà quali la Cococciola, la Passerina, il Pecorino, la Malvasia ed altri. Nella realtà, nel territorio abruzzese si trovano vitigni particolari che danno origine a vini diversi, dove il territorio ed il vitigno giocano un ruolo determinante sulle caratteristiche qualitative del prodotto finito; è il caso del Montonico di Bisenti.

Negli anni ’50 era coltivato in tutta la regione ed oltre per la sua generosa produzione, benchè la qualità del vino risultava scadente. Il vitigno, allevato nell’ambiente originario tra i comuni di Bisenti e Cermignano, alle pendici del Gran Sasso, dove l’escursione termica giorno-notte è ragguardevole soprattutto in estate, produce un vino con caratteristiche uniche, il quale negli ultimi anni ha dato origine ad uno spumante ottenuto secondo la tecnica classica. Lo spumante risulta unico ed inimitabile come prodotto della montagna; i suoi caratteri organolettici sono netti, e si evidenzia una certa freschezza che gli consente tempi di maturazione medio-lunghi. Non si possono dimenticare altri vitigni autoctoni che danno origine a vini particolari, quali quelli ottenuti con il vitigno Passerina, principalmente coltivata nel teramano nei comuni di Controguerra e limitrofi, fino ad oltre Giulianova (oggi in tutta la regione). Dall’uva, a seconda del periodo di raccolta, si ottengono vini adatti sia alla spumantizzazione che alla produzione di vini fermi (non frizzanti). In ogni caso i vini risultano freschi, fruttati, con leggero sentore floreale di fiori bianchi in gioventù, di buon corpo e ben strutturati. Altro vitigno interessante nel territorio teramano è il Trebbiano Campolese o d’Abruzzo, noto per la sua grande acidità, di solito usato come taglio per conferire freschezza negli uvaggi. In provincia di Pescara un particolare vitigno è il Moscato di Castiglione a Casauria, coltivato nell’omonimo comune ed in quelli limitrofi; assai noto sin dal passato, recentemente è stato riscoperto nella sua tipologia passita. Il vino ha caratteri personali che ricordano i sentori del moscato con un forte legame col territorio; una importante tradizione del luogo è quella di porlo in vendita il giorno di S. Biagio accompagnato a dei dolci tipici del luogo.

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In provincia di Chieti, in particolare nei comuni di Vacri e Villamagna ma un po’ in tutta la provincia, viene coltivato un vitigno a bacca bianca con acino grosso chiamato Cococciola. Il vino che si ottiene inizialmente ha caratteri erbacei che evolvono con la maturazione; è ricco di acidità e quindi di grande freschezza. Oggi viene usato come uvaggio (ottimo per la spumantizzazione) ed in qualche realtà produttiva finalmente viene vinificato da solo. Nel comune di Frisa (CH) si trova un moscatello con caratteri ben evidenti. Il vino che si ottiene può essere usato come vino tranquillo, o spumantizzato con il metodo Martinotti, per dare origine ad uno spumante dolce che ben accompagna dolci tipici del territorio. Un vitigno che si è diffuso negli ultimi anni in tutta la regione è il Pecorino tipico della dorsale Piceno-Aprutina, sebbene la sua origine sembri essere quella dei comuni montani quali Visso, Arquata del Tronto e limitrofi. Il vitigno garantisce una buona produzione ed un vino bianco fortemente strutturato per la buona gradazione zuccherina che le uve garantiscono, accomunata da una buona acidità che lo rende fresco e vivace. Nell’ultimo periodo si sta riscoprendo un prodotto della tradizione contadina, soprattutto dei comuni pedemontani e montani, vietato per legge nel 1965; con decreto del 2003 anche nella regione Abruzzo è possibile la produzione del vino cotto così come nella regione Marche non più come vino ma come prodotto della tradizione agroalimentare. Il vino cotto assume caratteri completamente diversi rispetto ai vitigni di partenza, infatti la cottura del mosto con riduzione di circa il 30% in volume fa sì che si sviluppi un colore ambrato più o meno chiaro dovuto alla caramellizzazione degli zuccheri.

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Questo mosto viene fatto fermentare ed il vino che si origina spesso risulta dolce con caratteri organolettici particolari che ricordano la confettura, la radice di liquirizia e alcune spezie; dal gusto fresco ma tendenzialmente dolce, si accompagna con i dolci secchi tipici del territorio. Nei comuni di Ortona e nel lancianese (Castel Frentano) la concentrazione del mosto raggiunge il 70% e più per dare origine al mosto cotto utilizzato per la produzione di dolci particolari quali ad esempio le nevole. Questa notevole biodiversità dei territori e dei vitigni può rappresentare una via d’uscita per la crisi vitivinicola, in quanto la presenza di numerose varietà comporta un maggiore sviluppo qualitativo, caratteristica questa che non può essere omologata. Durante le escursioni di venerdi e sabato (1 e 2 giugno) sono stati visitati diversi ambienti vitivinicoli della regione Abruzzo. Sono stati visitati vigneti e cantine dove i Gourmet hanno potuto constatare personalmente la grande biodiversità del vitigno – vino d’Abruzzo. Le cantine visitate sono state quella storica di Italo Pietrantoni a Vittorito (AQ), la cantina Bosco Nestore a Nocciano (PE) e la cantina San Lorenzo di Castilenti (TE). A conclusione ci auguriamo che i “Gourmet” abbiano apprezzato quanto la nobile terra d’Abruzzo produce, e che portino nel loro cuore il ricordo di un evento indimenticabile, dove gli uomini e l’ospitalità dei territori visitati rafforzano il vecchio detto: ”Abruzzo forte e gentile”.

 

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