Uno degli elementi chiave per il corretto saldo IMU è l’inserimento del codice tributo. Ecco i consigli per non sbagliare.
Il prossimo 16 dicembre scadrà il termine per il versamento del saldo IMU 2025. Come ogni anno, i contribuenti potranno adempiere telematicamente, tramite Modello F24 in formato cartaceo (in caso di utilizzo di compensazioni di crediti) oppure bollettino postale.

Per non incorrere in accertamenti e sanzioni, è fondamentale compilare la documentazione correttamente; solo in questo modo il pagamento viene considerato valido. Uno degli elementi a cui prestare massima attenzione è il codice tributo, perché consente di individuare l’immobile a cui l’imposta si riferisce. Ma quali sono i codici da inserire per il saldo 2025?
Pagamento IMU: i codici da specificare per la validità delle operazioni
I codici tributi hanno un ruolo importantissimo, perché individuano correttamente l’immobile per il quale si sta pagando l’IMU. Per la prossima scadenza del 16 dicembre, i codici sono gli stessi utilizzati per l’acconto di giugno e, dunque, è opportuno conoscerli. Quelli principali sono i seguenti:

- 3912: abitazioni principali di lusso (appartenenti alle categorie catastali A1, A8, A9) e relative pertinenze;
- 3914: terreni agricoli;
- 3916: aree edificabili;
- 3918: altri fabbricati non rientranti nelle categorie particolari;
- 3925: quota statale degli immobili che rientrano nel gruppo catastale D;
- 3930: parte di competenza del comune per gli immobili del gruppo D.
Se non si specifica il codice tributo che individua realmente l’immobile in oggetto, potrebbero sorgere diatribe tra Stato e Comuni. Un ruolo cruciale è la distinzione degli immobili per i quali l’IMU va pagata da quelli per i quali vigono esoneri e agevolazioni. È, infatti, importante ricordare che l’Imposta Municipale Unica non è dovuta per le abitazioni principali che non rientrano nelle categorie catastali di lusso.
Meritano, poi, un occhio di riguardo gli immobili rientranti nel gruppo D. Si tratta di fabbricati che vengono usati per lo svolgimento di attività produttive e per i quali vigono regole peculiari per la determinazione dell’IMU. In questo caso, infatti, il versamento va distinto in due quote: una per lo Stato (da corrispondere specificando il codice tributo 3925) e un’altra per il Comune (dove va riportato il codice 3930).
Questa caratteristica mette in mostra l’importanza riservata agli immobili produttivi, che hanno un ruolo cruciale per l’economia locale e nazionale. Per questo motivo, indicare correttamente il codice a seconda dell’attribuzione allo Stato o al Comune è essenziale per assicurare una corretta ripartizione tra le risorse finanziarie.





