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Caprara D’ Abruzzo

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Tranquilla frazione abruzzese con circa 1000 abitanti in provincia di Pescara ,amministrata “PURTROPPO” dal comune di Spoltore . L’origine di Caprara risale ad epoca remota, geograficamente ,è presente in alcune cartine conservate nei Musei Vaticani, denominata Caprai o Capraia facente parte nel territorio del Regno di Napoli.

Sul trattato dell’archeologo Andrea R.Staffa ho trovato alcuni cenni storici su Caprara D’Abruzzo riferiti al periodo dell’ETà ROMANA e ALTOMEDIOEVO. In alcuni testi ci sono riferimenti espliciti di cui : Caprara – S.Cosimo. Resti di una villa d’età romana. Successive ricognizioni hanno caprara-abruzzo-1permesso di precisare meglio la cronologia delle ultime fasi di occupazione del sito, che sembra restare abitato almeno sino ai primi decenni del VII secolo. Deve infatti segnalarsi la presenza di frammenti di ceramica dipinta bizantina “tipo Crecchio”. Le fonti documentarie medievali consentono di collocare a questo sito il toponimo di Roianum, relativo ad un predio che di estendeva dalle prime propagini collinari sul Tavo sino all’area di Caprara.
-Loc. Caprara – Il Monte: Castello di Roiano. Proprietà di S.Giovanni in Venere già nel 1047 , e poi riconfermata anche in seguito. Nel 1195 non è tuttavia ricordato più come castello ma come casale,segno di un probabile fallimento dell’incastellamento , con ogni evidenza avvenuto in sutu, e di un progressivo e lento abbandono dell’abitato. Nel 1204 appare ricordata tra le proprietà di S.Giovanni in Venere la cella di S.Maria in Rosano, identificabile come l’attuale Chiesa di S.Maria di Caprara (ora distrutta). Il sito del Castello di Roiano è stato identificato più a nord dell’attuale Caprara vecchia. nel 1326 e 1328 compare nelle decime anche la chiesa di S.Cosme de Rogiano, altresì detta S.Cosme et Damiani de Roiano. L’edificio ,distrutto nel XIX secolo , si trovava nei pressi dell’attuale cimitero di Caprara nei cui pressi sono resti dell’abitato romano (vedi supra sito 24) a cui le fonti documentarie mediaevali consentono di collegare con ogni evidenza il toponimo di Roianum , che doveva definire un predio esteso trasversalmente fra Tavo e confluenza fra Fosso Salvadonne e Fosso Fontecchio.

La prima chiesa ,ora distrutta , di dimensioni compatte era dislocata lontana dal recente centro abitato ovvero a ridosso del cimitero nella zona di San Cosimo, intorno alla fine del 1600, uno dei primi sacerdoti ad ufficiare messa fu Pigliacelli De’ Carmine proveniente di Isola del Gran Sasso La frazione, per chi proviene da Pescara dista circa 13 Kilometri ;provenendo da Chieti dista circa 15 Km. Vi ha sede nella ex villa di Tito Acerbo con una superficie di circa 40.000 mq. immerso nel verde dove sono tuttora presenti alcuni cimeli appartenuti al barone Acerbo. Donata nel dopoguerra all’associazione ex O.N.P.I. (Opera nazionale pensionati d’Italia) , fin quando fu sede di un convento e rimase amministrata dalle suore ,amministrata in maniera ineccepibile divenne un sito , un vanto per il paese. Recentemente l’amministrazione della Villa Acerbo è passata al Comune di Spoltore che ,con il pessimo utilizzo dei lavoratori e delle strutture della Casa di Riposo , ora si trova in uno stato di abbandono .

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Caprara d’Abruzzo si estende lungo la strada provinciale che proviene da Cappelle sul Tavo e che prosegue verso Pescara immettendosi sulla strada naz.le n. 602 all’altezza di S. Teresa, vicino allo storico percorso dove si disputavano le mitiche gare della Coppa Acerbo*. Le sue antiche origini sono risalenti ad insediamenti di popolazioni slave dette Slavoni dedite all’allevamento di greggi di capre ed all’agricoltura . Il dialetto parlato dalla popolazione di Caprara d’ Abruzzo non si discosta da quello di Spoltore , vicina a quelli in uso nell’altra frazione Villa S. Maria ed in Cappelle sul Tavo, con i quali costituisce un’isola fonetica come testimonianza della comune origine slava. Di valenza storica ed artistica c’è la Villa De Pasquale , palazzo ottocentesco di recente ristrutturazione utilizzato come Ristorante , per convegni e cerimonie , denominata ora Palazzo Marino.

Questo palazzo come altri siti in Loreto Aprutino è stata residenza del barone Giuseppe De Pasquale e della nobildonna Doralice De Giorgio, genitori della baronessa Mariannina Acerbo(le iniziali sono presenti sul portone d’ingresso) a sua volta madre di quattro figli tra cui l’eroe della prima guerra mondiale Tito Acerbo e l’onorevole Giacomo Acerbo. A quest’ultimo va il pregio di essersi impegnato per le terre , le arti e le genti d’Abruzzo . Fu lui a volere nel 1927 l’istituzione di una nuova provincia in Abruzzo , frutto dell’unione di Castellammare a Pescara e dell’aggregazione al capoluogo di comuni appartenenti alle provincie di Teramo, L’Aquila e Chieti . Va ricordato che nel periodo del ventennio Fascista era stata applicata la riforma podestarile ovvero nei comuni con meno di 5000 abitanti ,con provvedimento legislativo del 4 febbraio 1926 n.237 il R.D.L. 3 settembre 1926 n.1910 dotato di semplici compiti consultivi. L’organismo ers costituito 1/3 da cittadini prescelti direttamente dal prefetto ,per i restanti 2/3 da membri designati da enti economici, sindacati e associazioni locali . Caprara durante il ventennio Fascista essendo sede del podestà a scapito di Spoltore detratta della sua importanza come punto di riferimento amministrativo , ne trasse dei vantaggi . In quel periodo i mezzi di trasporto facevano spola a Caprara ,non a Spoltore, sempre più isolata ; fu costruita la scuola intitolata a Tito Acerbo ,sede del mercato del circondario e fiere di bestiame. Con la caduta del fascismo Caprara D’Abruzzo ha perso la sua importanza a vantaggio dei detrattori di Spoltore. Pazienza. Cosa si può dire ancora di Caprara….è un paese originale….unico al mondo….l’unica località del globo terrestre dove solo gli abitanti possono dire “ie abite a CAPRARA D’ABRUZZO”.


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Mi chiamo Marco Maccaroni e sono un appassionato di tecnologia ed innovazione in genere, oltre che della fotografia, del mare, della montagna e della buona cucina. Anche se lontane, le mie origini abruzzesi hanno fatto si che la frequentazione di questi territori, iniziata sin bambino, sviluppasse in me una grande sintonia forte e gioiosa. Nasce in questo modo l'idea di portare sul palcoscenico più grande del pianeta delle pagine interamente dedicate all'Abruzzo, alla sua cultura ma soprattutto alla sua storia ed alle sue origini.

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