Il Laboratorio di Fisica Nucleare nelle viscere del Gran Sasso

infn-700x515 Il Laboratorio di Fisica Nucleare nelle viscere del Gran Sasso

I Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) rappresentano un laboratorio unico al mondo anche per l’ambiente in cui si trovano: essi sono situati a 1.400 metri di profondità, nel mezzo del più grande massiccio montuoso dell’Italia centro-meridionale nel cuore del Parco Nazionale del Gran Sasso, all’interno di una grande falda acquifera. Ciò ha determinato, in fase di costruzione, la realizzazione di notevoli lavori di captazione, drenaggio e impermeabilizzazione.
Le acque così raccolte (circa 100 l/s) vengono convogliate in una condotta posta sotto il piano autostradale, che alimenta l’acquedotto teramano.
Per quanto riguarda invece l’acqua di roccia, proveniente dagli stillicidi delle pareti dei laboratori che non ha l’idonea caratteristica per essere considerata potabile, una parte rilevante di essa (circa 100 l/s), viene immessa attraverso punti di raccolta, in un secondo circuito sotterraneo cosiddetto delle “acque di stillicidio”.
Quest’acqua, dopo aver attraversato un pozzetto situato nei pressi dell’ingresso dei laboratori, viene convogliata in una canaletta, situata in mezzeria nella galleria di sinistra dell’autostrada, che riceve tutte le acque che percolano attraverso il traforo (cosiddette “acque di lavaggio autostradale”). Nel pozzetto di cui sopra, l’acqua viene sottoposta ad un monitoraggio continuo tramite una strumentazione analitica che misura il Carbonio Organico Totale (TOC), nonché la conducibilità, il pH e la torbidità.
All’esterno, il corpo idrico ricettore di tali acque (lato Teramo), è costituito dal fosso Gravone che confluisce nel torrente “Mavone” affluente del fiume Vomano.

infn-2-700x469 Il Laboratorio di Fisica Nucleare nelle viscere del Gran Sasso

La particolare ubicazione dei laboratori del Gran Sasso, praticamente schermati dalla montagna dal cosiddetto rumore di fondo prodotto dalla costante pioggia di particelle cosmiche che investono il nostro pianeta, permette di effettuare in questo luogo ideale di silenzio cosmico, studi sui componenti della materia con ricerche teoriche e sperimentali nei campi della fisica subnucleare, nucleare e astroparticellare.
Viene studiato in particolar modo il Neutrino, particella fondamentale (simbolo) neutra di massa estremamente piccola, tra le più numerose del nostro Universo. Si pensi che nella punta di un dito ne passano ogni secondo, senza lasciare traccia, ben 60 miliardi. L’esistenza di questa particella fu ipotizzata da W. Pauli nel 1931 per rendere conto dell’energia e della quantità di moto mancanti nel processo nucleare noto come decadimento beta. Negli anni successivi E. Fermi formulò una teoria dell’interazione debole basata sull’esistenza del neutrino. La particella fu rivelata per la prima volta da F. Reines (al quale, per questa scoperta, nel 1995 è stato assegnato il premio Nobel per la fisica) e da Clyde Cowan jr.

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