Bussi sul Tirino


Bussi sul Tirino – Panorama

Centro montano di origine medievale, discreto polo industriale con una residua vocazione rurale. Una larga fetta della comunità dei bussesi, che presenta un indice di vecchiaia piuttosto elevato, è concentrata nel capoluogo comunale; la restante parte risiede nel minuscolo agglomerato urbano di Cirichiello e nel moderno abitato di Bussi Officine, che fa da complemento agli impianti industriali del fondovalle del fiume Pescara. Il profilo geometrico del territorio comunale contiene elementi di varietà: la vallata del fiume Tirino, quasi pianeggiante e intensamente coltivata, è incorniciata da una serie di rilievi, che si identificano con i contrafforti sud-occidentali del Gran Sasso. Nello stemma comunale, concesso con Decreto del Presidente della Repubblica, fra le lettere B e S, è raffigurato un arbusto, il bosso, che, oltre ad essere particolarmente diffuso nella zona, rappresenta un evidente richiamo al toponimo.


L’antica chiesa di Santa Maria di Cartignano, nei pressi di Bussi sul Tirino (XI secolo)

Storia

Il castello locale, eretto sui resti di una più antica costruzione, fu donato nel 1092 alla chiesa di S. Pelino di Valva (Corfinio) da Ugo di Girberto, detto il Normanno. Alla guida del feudo si avvicendarono in seguito i Cantelmo, i Pietropaoli, i Medici e infine i Borboni di Napoli. Il comune, fino al 1889 denominato semplicemente Bussi, fu bombardato e quasi distrutto durante le operazioni militari dell’ultimo conflitto. Le condizioni del patrimonio storico-architettonico superstite, fatto oggetto di oculati interventi di restauro, lasciano trasparire solo in parte le devastazioni belliche subite: l’antico castello a pianta rettangolare, molto rimaneggiato, è oggi adibito ad abitazione privata; fuori del paese la chiesa di Santa Maria di Cartignano conserva la facciata monocuspidata, con portale e rosone originari, il campanile a vela e l’abside con archetti pensili; la chiesa di S. Lorenzo, di antichissima costruzione, sviluppa nei suoi bassorilievi alcuni temi e motivi caratteristici della cultura benedettina.


Chiesa di San Pelino

La vocazione industriale del comune ha radici abbastanza antiche: agli inizi del secolo il capoluogo comunale divenne sede di un importante stabilimento chimico che, distrutto durante i bombardamenti dell’ultima guerra, fu ricostruito in seguito nel fondovalle del Pescara.

Economia

La comunità dà prova di un buon grado di apertura al progresso che non contrasta con il tenace attaccamento alle tradizioni e non minaccia la quiete dei luoghi. Nel fondovalle del Pescara ha sede il nucleo industriale bussese, che presenta una chiara specializzazione nel settore elettrochimico e metalmeccanico. Nel quadro delle attività economiche anche il terziario, favorito da un consistente afflusso di turisti, mostra vitalità e dinamismo: gli esercizi commerciali, abbastanza numerosi, si sommano ad un discreto ventaglio di servizi -questi ultimi hanno fatto registrare, oltretutto, una discreta affermazione del settore bancario-. Il comune, però, non beneficia ancora di un sistema di infrastrutture adeguato al livello di sviluppo economico: dotato degli ordinari uffici municipali e postali, dispone di scuole per l’istruzione primaria e secondaria di primo grado, di una biblioteca comunale e di un cinema ma è carente di strutture ricettive; qualche presenza significativa si rileva fra gli impianti sportivi, che annoverano una piattaforma polivalente e campi da tennis, di bocce e di calcio; le strutture sanitarie, oltre a fornire servizi ambulatoriali e di pronto intervento, includono un consultorio familiare.


Bussi sul Tirino anni 50

 

Attività

La valle del Tirino è un ricettacolo di attrattive naturalistiche: le acque del fiume pullulano di trote e gamberi e chi non ama la pesca ma sente ugualmente il richiamo della natura può percorrere la passeggiata che risale il corso del fiume fino alle sorgenti sul Monte Alto. La rassegna estiva “Bussinjazz” è un’occasione di ritrovo per gli amanti delle raffinate melodie blues e jazz. La festa del Patrono S. Biagio si celebra il 3 febbraio.

 

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Classe 1956, perito elettronico industriale, ho conseguito attestati riconosciuti per attività su reti cablate LAN presso la IBM Italia. Ho svolto la mia attività lavorativa c/o Roma Capitale sino al 2020. Autore, nel 2014, del sito Abruzzo Vivo.

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