Casali d’Aschi dal medioevo ad oggi


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Una delle cinque porte di accesso alla parte storica del paese

Fino a quando è stato autonomo aveva i confini dal Fiume Giovenco al Lago del Fucino in prossimità del centro di Ortucchio. Nel versante del Lago vi erano numerosi agglomerati che successivamente col nome di Casali D’ Aschi dal 1948 sono passati sotto il Comune di Gioia dei Marsi. I nomi di tali centri sono: San Veneziano, Valtrona, Le Grippe, Le Grette, Collebello, Pietre Bianche, Santa Vittoria e soprattutto Vico Albo antico castello marso successivamente riedificato più a monte e scomparso del tutto nel 1656 in seguito alla peste. E’ ben visibile un fontanile con acqua ottima. In particolare nel territorio in cui sorgeva Vico e precisamente in località Le Licine si coltivava l’olivo. Attualmente, in questa stessa località, cresce spontaneamente il leccio, forse si tratta dell’unica macchia mediterranea.

Restaurata nel 1949 è stata nuovamente risistemata dalla Comunità Montana nel 1997. Nei pressi della fontana esisteva un centro abitato, S. Maria Valle Fredda, scomparsa prima della dell’anno 1000. La fontana è stata costruita su una fonte già esistente. Precedentemente a S. Maria Valle Fredda nei pressi della fontana sorgeva il villaggio Puzzello risalente all’epoca Romana.

Il paese di Aschi era edificato in località Querceto e venne distrutto nel 302 a.C. dai consoli romani Fulvio Patino e Tito Manlio Torquato. L’attuale abitato fu edificato su di un colle a poca distanza denominato Codardo. Nella parte alta vi era la chiesa parrocchiale di pregevole fattura e una delle torri. Il centro fu totalmente distrutto dal terremoto del 13 gennaio 1915. Si sono salvate solo le stalle ed alcune cantine per la rimessa del vino ottenuto dalla coltivazione della vite nelle località Verrello e Pescopiano. Il centro nel passato si è mantenuto autonomamente contando sull’economia agro-pastorale.
Nel tenimento di Aschi vi erano diverse località fra le quali Vallo San Nicola con la chiesa omonima al confine con il comune di Pescina e posto a difesa del territorio. Vi si trova un fontanile e possono vedersi resti di mura. Altre località importanti furono: Puzzello dove secondo il Di Pietro (storico della nostra zona) vi erano templi favolosi dedicati alla Dea Bellona (Dea della guerra appartenente ai popoli italici). In detti templi officiavano i sacerdoti feciali che avevano il compito di dichiarare la guerra. Inoltre, in prossimità di tali località sorse il centro denominato Santa Maria Valle Fredda dove si trova un fontanile ben conservato ed a qualche metro sono affiorati resti di qualche antico tempio. Nell’anno Mille detti centri non presentavano tracce se non nella memoria storica. A circa 500 metri, in Località Vollana, lungo la strada interpoderale che da Aschi conduce a Cardito in quel di Venere, sono state rinvenute n.3 tombe del III sec. a.C.. Un’altra è stata rinvenuta in località Pescopiano.

La chiesa della Madonna del Buon Consiglio

Dal fontanile seguendo una strada sterrata si raggiunge il Colle chiamato Civitella, oggi coperto da una bella pineta. In passato era un centro di addestramento dei soldati marsi. Si possono seguire tratti di mura rovesciate. Da questo versante, seguendo il crestone di altri colli si può ammirare la sottostante Valle del Giovenco e soprattutto il centro Medioevale di Ortona dei Marsi e più a valle il centro di Cesoli e di Carrito.

Nell’alto Medioevo (1442) Aschi è ricordato nelle lotte che i Colonna e gli Orsini ebbero per il dominio dei territori marsicani. I famosi frombolieri di Aschi si schierarono con i Colonna ed ebbero come ricompensa il diritto di pascolo e di pernottamento nei centri di Venere e di Marsia (San Benedetto dei Marsi). in questo periodo si ricorda Niccolò D’Aschi gran possessore di feudi (1411).

La Chiesa parrocchiale

Nel 1446 il 18 del mese di agosto il Vescovo dei Marsi Monsignor Angelo Maccafani riunì tutti i benefici ecclesiastici dei vari centri gravitanti nel tenimento d’Aschi e creò la Parrocchia intitolata al S.S. Salvatore retta da un arciprete. La chiesa è quella poi distrutta nel 1915.

Attualmente il centro risorto ai piedi del colle è provvisto di una chiesa costruita intorno al 1932 con i fondi per il terremoto e avente la stessa intitolazione. Il paese è collegato tramite strada provinciale alla Provinciale n.17 del Parco Nazionale d’Abruzzo lungo il fiume Giovenco. E’ da completare il collegamento con la strada statale n.18 Gioia-Pescasseroli attraversando il centro disabitato di Sperone (Balcone sul Fucino).

Tratto da Ortona dei Marsi


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