Il borgo fantasma di Buonanotte

La storia di Buonanotte comincia nel XII secolo ed è scandita dagli smottamenti del terreno sui cui il borgo poggia le sue fondamenta. Dopo numerose frane, negli anni ’70, il paese venne completamente abbandonato. Oggi, visitare le vecchie abitazioni è come fare un tuffo nel tempo.

Buonanotte riposa, tranquillo, nella val di Sangro, in Abruzzo. Camminare fra le antiche rovine di questo piccolo centro, arroccato sulla cima del Monte Vecchio, è come fare un viaggio nel tempo: tutto sembra essersi fermato agli anni ’70. A causa delle numerose frane, a partire degli anni ’50, sempre più persone iniziarono a lasciare il paese, finché il borgo venne abbandonato definitivamente nel 1969. Montebello sul Sangro, in provincia di Chieti, ha preso il suo posto.

In origine, questo suggestivo paesino montano si chiamava Malanotte, dal nome del suo antico feudatario, Odorisio di Malanotte, ma due leggende, mai verificate, dipingono una realtà assai diversa. La prima fa risalire il cambio del nome a quando il borgo venne coinvolto in una guerra con un paese limitrofo. In seguito alla sconfitta, gli abitanti di Buonanotte dovettero concedere le proprie mogli ai vincitori, per una notte. Da qui, il nuovo nome, che ricordava la “mala notte” vissuta dai residenti.

La seconda leggenda, invece, racconta la vicenda di un membro dell’aristocrazia che fu costretto a fermarsi qui per una notte, a causa del maltempo. Visto che non era riuscito a dormire bene, decise di rinominare il luogo in cui aveva soggiornato “Castello di Malanotte”. Poi, tornato in visita in un giorno di sole, si rese conto della vera bellezza del borgo e ne cambiò il nome una seconda volta, in Castello di Buonanotte. Nel 1969, gli abitanti di Buonanotte lasciarono definitivamente il borgo, trasferendosi in quello che, oggi, è Montebello sul Sangro. Il comune è suddiviso in due nuclei: il paese vecchio, Buonanotte, e il paese nuovo, Montebello, che attualmente accoglie 80 abitanti. Anche se una parte del paese vecchio è inagibile, è possibile visitare le vecchie abitazioni, facendo sempre molta attenzione a dove si mettono i piedi e godendo appieno dell’esperienza di esplorazione. All’interno delle case abbandonate, è ancora possibile trovare oggetti personali, mobili e persino liquori, come se gli abitanti fossero andati semplicemente in vacanza e dovessero tornare da un momento all’altro. La sensazione è che il paese sia rimasto congelato nel tempo.

Oltre alle case degli antichi abitanti, è possibile visitare il Campanile, che apparteneva alla vecchia chiesa di Santa Giusta, smantellata dopo l’ultima frana, e i ruderi del Castello Caracciolo, nel contrafforte più alto del borgo vecchio. Camminare fra le rovine del castello, ormai abitato dalla natura rigogliosa, sarà come immergersi in un mondo incantato, fuori dal tempo e lontano dalla civiltà moderna; la vista panoramica sulla vallata, completa l’esperienza.

 

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Autore

Maccaroni Marco

Il mio obiettivo era ed è quello di diffondere i pregi e le virtù di un territorio straordinario, di un popolo forte e laborioso che ha subito nel tempo storiche influenze pur mantenendo tutte le sue peculiarità gestendo una terra difficile ma ricca. Dal mare alle pinete, dalle fertili colline alla dure montagne

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