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Il Parco del Lavino, l’oasi alle porte di Pescara

L’oasi dove rifugiarsi dalla calura estiva e poter apprezzare la bellezza delle azzurre acque sorgive, è alle porte di Pescara, nel comune di Scafa. Si tratta del parco attrezzato delle sorgenti sulfuree del Lavino che si estende su un’area di 40 ettari.

Dal 1987 è un’area naturale protetta d’Abruzzo. Il parco prende il nome dal fiume Lavino, le cui acque sulfuree sono di un meraviglioso colore tra l’azzurro e il turchese. Il fiume Lavino nasce dal Vallone di Santo Spirito, la zona settentrionale del massiccio montuoso della Majella e, dopo aver passato Scafa, si va a gettare nelle acque del fiume Pescara. E’ un complesso suggestivo, una tavolozza di colori grazie ai laghetti che sfumano da un bel colore azzurro al turchese per la presenza di particolari alghe e solfati disciolti con una vegetazione varia e ricca.
Queste stesse acque in passato sono state impiegate per azionare le pale di un mulino del 16esimo secolo, il mulino Farnese, che è possibile ammirare facendo una passeggiata lungo il fiume Lavino. Inoltre hanno azionato la turbina di una centrale idroelettrica o, attraverso la costruzione di canali e barriere, sono state utili per irrigare i campi agricoli circostanti.

foto di Jorge Cacciagrano

E’ un territorio con caratteristiche naturali e ambientali che sono in grado di soddisfare e conciliare il tempo libero con il rispetto del patrimonio naturalistico. Boschi di pioppi, salici bianchi e sambuco coprono la maggior parte del parco, con estese zone di ginestre, biancospini e piante palustri come la canna o il giunco in prossimità del corso d’acqua. Anche le specie animali contribuiscono a “colorare” l’area protetta con il martin pescatore, le ballerine gialle, le gallinelle d’acqua, i cardellini e gli usignoli di fiume insieme a ricci, volpi e faine anch’esse presenti nella zona.

Al parco del fiume Lavino si accede tramite un viottolo di un centinaio di metri, percorribile con facilità. All’ingresso del parco si trova un’area attrezzata con strutture e giochi per bambini e con tavoli e panche in legno per un picnic all’aperto.

 

Il Lavino e le sue sorgenti cristalline

L’area protetta del Parco del Lavino prende il nome dall’elemento naturalistico che maggiormente lo caratterizza, ovvero le acque sulfuree del fiume omonimo in cui sono presenti solfati disciolti che conferiscono ai laghetti, alle polle sorgive e ai ruscelli la loro caratteristica e suggestiva colorazione azzurro-turchese. Il Parco sorge a Scafa, nella frazione di Decontra e il percorso comincia direttamente dalla strada Provinciale: a segnalarne l’inizio c’è un arco in ferro battuto con la scritta “Parco del Lavino”. Esso si snoda in parte su una pista ciclabile e in parte su sentiero ed è delimitato da massicce staccionate in legno. Dopo 150 m, si gira a sinistra nei pressi di un cavalcavia e si giunge ad un’area pic-nic con annesso parco giochi. Un’implosione sensoriale colpisce il visitatore: l’acqua cristallina assume diverse colorazioni e l’olfatto è rapito dal pungente odore di zolfo. Dall’area pic-nic si costeggia il corso d’acqua a sinistra, si oltrepassa il ponticello e si procede dritti per circa 200 m su una traccia visibile. Poi si torna indietro sui propri passi per 150 metri, dopodichè si gira a destra. Il percorso delimitato anche da pietre colorate di giallo ci porta ad osservare alcune costruzioni che testimoniano lo sfruttamento delle risorse idriche del Lavino, come l’antico mulino Farnese risalente al 1600. Dal Mulino si prosegue poi per circa 100 m e poi si gira a sinistra percorrendo la strada ciclabile ombreggiata da alberi di fichi, nocciole e prugne, fino al punto di partenza.

Foto di Alessandra Pizzul

 

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Informazioni su Marco Maccaroni 974 articoli
Classe 1956, perito elettronico industriale, ho conseguito attestati riconosciuti per attività su reti cablate LAN presso la IBM Italia. Ho svolto la mia attività lavorativa c/o Roma Capitale sino al 2020. Autore, nel 2014, del sito Abruzzo Vivo.

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