Il Rifugio Principessa Maria di Piemonte


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Il Rifugio Principessa Maria di Piemonte, più comunemente conosciuto come Rifugio di Prato Rosso è situato a 1536 mt di quota immerso in una delle più belle e interessanti faggete del territorio del Parco. Costruito negli anni ‘30 per volontà del fondatore del Parco d’Abruzzo Erminio Sipari. Dispone di 8 posti letto, bagno, cucina e camino. Di vasca di accumulo dell’acqua piovana realizzata sotto il rifugio. Da Pescasseroli si raggiunge in auto la località Canala percorrendo la strada statale marsicana n. 83 in direzione nord, voltando a destra e superando il ponte sul fiume Sangro. Lungo il primo tratto dell’itinerario si incontra il tipico ambiente di ripa con salici e pioppi, oltre a frassini e altre essenze. Nei pressi della Canala si trovano una fonte e il capannino di accesso del Parco. Poco dopo inizia la faggeta, con un ambiente veramente inconsueto e selvaggio, caratterizzato da grandi rocce dalle forme più strane. Licheni e muschi hanno colorato queste formazioni carsiche rendendole ancora più suggestive. Sulle rocce sono abbarbicati vecchi faggi, mentre l’ambiente circostante è ricco di grotte e anfratti utilizzati come rifugio da numerosi animali. Lungo il percorso si incontrano deviazioni per altri itinerari; facciamo perciò attenzione che il sentiero seguito corrisponda all’A1 sulla carta dei Parco. Dopo circa tre quarti d’ora di cammino si raggiunge lo “Stazzo di Pratorosso“, una grande radura dove restano ancora i segni di un antico stazzo in pietra. Il nome della località Pratorosso si riferisce alla moltitudine di fragoline di bosco che nel periodo estivo maturano da queste parti. Tra gli arbusti, la rosa selvatica caratterizza questa ampia radura, alla cui sinistra si trova Monte Palombo (m 2.013) e sulla destra la Serra Cappella (m 2.056). Lungo il percorso accade spesso di sentire il caratteristico tamburellio provocato dall’impatto del becco dei picchi sui tronchi degli alberi, nei cui anfratti questi uccelli cercano insetti e larve, o le grida della ghiandaia, che mette in guardia gli altri animali dei bosco dalla presenza dell’uomo. Sui vecchi e marcescenti faggi vive una moltitudine di piccoli animali, come la rara Rosalia alpina, un coleottero dalle lunghe antenne. Poco più avanti si incontra il Rifugio di Pratorosso


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