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Un’area immensa per trivellare nell’Adriatico: si userà l’air-gun

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AIR-GUN A GOGO’ SU QUASI TUTTO L’ADRIATICO

Lo scorso 3 giugno è stato adottato con prescrizioni, nonostante i pareri negativi di diverse regioni, il decreto di compatibilità ambientale (V.I.A.) per i progetti di prospezione per la ricerca di idrocarburi «d 1 B.P-.SP» e «d 1 F.P-.SP» presentati dalla società Spectrum Geo. Le aree interessate sono immense, collocate nel Mare Adriatico centrale e Meridionale (Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Puglia) ed hanno un’estensione di 14.128 Km2 e 16.169 Km2, pari a tre volte l’Abruzzo! Le attività di prospezione saranno effettuate con la tecnica dell’air-gun. Qui tutte le informazioni http://www.va.minambiente.it/it-IT/Oggetti/Info/428  e in allegato la mappa con le aree coinvolte e il Decreto.

NOTRIV: “FERMARE LA POLITICA ENERGETICA DEL GOVERNO”

Il Coordinamento nazionale No triv e il Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua esprimono la loro indignazione per l’approvazione da parte del Ministero dell’Ambiente di questo progetto e chiedono alle regioni, alcune delle quali avevano espresso parere negativo (Marche, Abruzzo e Puglia), di impugnare il provvedimento. “Ricordiamo – scrivono gli ambientalisti – che questo intervento di prospezione per la ricerca di idrocarburi prevede l’uso intensivo su larga scala dell’air-gun, la tecnica che ha un impatto sui cetacei e sui pesci, come acclarato da ricerche scientifiche di livello internazionale. Guarda caso l’approvazione del Decreto avviene ad un mese dal diktat di Renzi che ha preteso l’esclusione dell’air-gun dal disegno di legge “ecoreati” dopo le pressioni di Confindustria; un vero regalo per i petrolieri i cui effetti si vedono oggi. E’ l’ennesima conferma della volontà del Governo di avviare verso la deriva petrolifera l’intero Adriatico che è uno tra i mari più fragili e vulnerabili dal punto di vista ambientale. Riteniamo che sia indispensabile un’azione comune tra tutte le comunità della fascia Adriatica per scongiurare tutto ciò e costringere il Governo a cambiare strada e abbandonare la corsa agli idrocarburi anche in considerazione del drammatico cambiamento climatico in atto“.


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