La Via dei Santi

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Basilica di Santa Maria di Collemaggio, L’Aquila

L’itinerario inizia dal Santuario della Madonna dei Miracoli a Casalbordino, sorto nel 1824 per ricordare l’apparizione della Vergine avvenuta l’11 giugno 1576; la sua effige, dipinta all’epoca dell’evento, è

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Cattedrale di Ortona

attualmente posta sull’altare maggiore. Si va quindi a Lanciano ove sorge il Santuario del Miracolo Eucaristico; qui un ostensorio ed un’ampolla custodiscono l’ostia e il vino che, nell’VIII secolo, durante la celebrazione della Santa Messa, si trasformarono in Carne e Sangue. Si prosegue fino alla vicina Ortona, nella cui Cattedrale, ricostruita nel 1127, sono custodite le reliquie dell’Apostolo Tommaso, trafugate nel 1258 dall’isola di Chios da Leone Acciaiuoli, cittadino ortonese al seguito della Crociata guidata dal principe Manfredi. Giunti a Bucchianico ci si reca al Santuario di San Camillo de Lellis, fatto edificare dal Santo nel 1648 e a lui dedicato dopo la canonizzazione del 1746. Si raggiunge quindi Manoppello con la Basilica del Volto Santo nel quale i cappuccini custodiscono il velo con l’immagine acheropita del volto di Gesù, portato a Manoppello nel 1506 da un misterioso pellegrino.

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Basilica del Volto Santo, Manoppello

Autorevoli recenti studi riconoscerebbero nella reliquia la leggendaria Veronica (vera-icona). Una ipotesi che sembra ricevere fondatezza dalla visita di Benedetto XVI avvenuta il 6 settembre 2006. A Capestrano si visitano la chiesa dedicata a San Giovanni ed il convento da lui fondato nel 1447 dopo essere entrato nei Frati Minori Osservanti; fu inoltre promotore, su incarico di papa Callisto III, della crociata per difendere l’Ungheria cristiana contro l’invasione ottomana, nella quale Giovanni da Capestrano trovò la morte (23 ottobre 1456). Si arriva quindi a L’Aquila e alla Basilica di Santa Maria di Collemaggio, gravemente danneggiata dal recente sisma del 6 aprile 2009 col crollo della cupola e della parte absidale; in attesa della sua rinascita, la descriviamo com’era. L’edificio fu eretto nel 1287 dall’eremita Pietro del Morrone, poi papa col nome di Celestino V, le cui spoglie riposano in una cappella interna; ricostruito più volte dopo ogni evento sismico, presenta una commistione di stili romanico, gotico e barocco. Numerosi sono i luoghi celestiniani. Tra questi si segnalano soprattutto gli eremi di S. Onofrio nei pressi di Sulmona, di Santo Spirito e di San Bartolomeo a Roccamorice.

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Santuario di San Gabriele, Isola del Gran Sasso d’Italia

Si giunge ad Avezzano, dominata dal Monte Salviano ove, a circa 1000 metri di altezza, sorge il Santuario della Madonna di Pietraquaria, edificato in seguito ad un’apparizione della Vergine della quale si conserva un’antica immagine di ispirazione bizantina. Tornati indietro in direzione nord, si arriva a Isola del Gran Sasso d’Italia ove, nei pressi dell’antico convento francescano, fu edificato il Santuario dedicato a San Gabriele, uno dei 15 più frequentati al mondo grazie alle virtù taumaturgiche attribuite al Santo. Il nostro percorso di fede si chiude a Campli presso la Scala Santa, formata da 28 gradini di quercia da percorrere in ginocchio, in segno di penitenza, per ottenere l’indulgenza plenaria, come stabilito da una bolla di Papa Clemente XIV nel 1772.

Credits: www.italiantouristoffice.se

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