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Torre campanaria di San Martino a Lecce nei Marsi

Foto di DOMENICO TERRA

Questo suggestivo campanile è quel che rimane dai resti dell’antica chiesa di Sancti Martini in Agne, il santuario dedicato alla dea Valetudo, nell’antico borgo di Castelluccio, dove ritrovamenti avvenuti nelle sue viuzze (capitelli, fusti di colonne, blocchi e lastre modanate) attestano la presenza di un insediamento attivo dalla fine del IV secolo a.C. fino alla tarda età romana. Questa chiesa «surrogata all’antica parrocchiale di S.Maria», aveva ottenuto da Urbano VIII il privilegio di indulgenze speciali.

La chiesa di San Martino a fine ‘700 e la condizione della chiesa di S. Maria

Dati specifici sulla storia della chiesa di San Martino non li abbiamo al momento. Parliamo per ipotesi basandoci su alcuni dati sicuri, tipo il fatto che l’antico borgo di Litium risulta quasi del tutto abbandonato e che il borgo di Castelluccio sia il centro del comune.
Detto questo pur essendo da alcune fonti trasparire che la chiesa di Santa Maria di Litium sia solo un rudere, mentre altre fonti la danno ancora parzialmente attiva, diciamo che la verità è nel mezzo.
Abbiamo la testimonianza della visita pastorale del vescovo dei Marsi nel 1798 alla parrocchia di Santa Maria di Litium tra il 14-17 agosto in occasione della festa dell’Assunta. Ebbene in tale circostanza si nota come il vescovo entri in una chiesa ritenuta ancora attiva così come quella di Sant. Elia che pur essendo recente e quindi in discreto stato si trova pur sempre in un borgo non più molto abitato.
Da qui il concetto che la chiesa di San Martino sia la più frequentata della parrocchia e quindi la più importante, ma la sede della chiesa parrocchiale rimane la chiesa di Santa Maria di Litium.

 

 

La chiesa di San Martino a inizio XIX secolo

Come tutti i borghi di Lecce nei Marsi anche Castelluccio rimane soggetto alla situazione di grave arretratezza presente in loco. Ciò limita lo sviluppo degli abitanti e dei borghi in generale. La grave ignoranza presente nel posto risulta un grave ostacolo allo sviluppo e spesso il clero che in parte dovrebbe aiutare a risollevare le sorti della gente dallo stato d’ignoranza generale, si rivela invece complice dei potenti e briganti del posto, a cui fa comodo avere gente facilmente sottomessa.

In questo quadro immaginiamo che la chiesa di San Martino sia come luogo di culto, che di potere religioso non riesca ad aiutare le persone dal grave stato di arretratezza generale in cui si trovano.
A fine secolo la situazione generale nel borgo di Castelluccio – Lecce nei Marsi è piuttosto complesso in quanto la rivoluzione climatica e morfologica seguita alla fine del Lago Fucino non ha prodotto qui uno sviluppo economico, ma anzi una contrazione che nei settori più importanti di quest’area, vale a dire l’agricoltura e il commercio del legname.

Il cambiamento climatico seguito alla fine del lago ha prodotto la fine di una certa agricoltura d’altura e la fine della coltivazione degli olivi che sono sempre stati un ottimo legname largamente richiesto.

Con il cambiamento climatico l’economia locale già povera è sprofondata, dando l’avvio al fenomeno dell’emigrazione di diversi giovani che verso gli anni ’90 del XIX secolo iniziano a partire per cercare fortuna. Le mete finali di solito sono gli USA, il Canada o l’Argentina.

In questo quadro la chiesa locale di San Martino accompagna con l’ascolto e la preghiera questi giovani che partono in cerca di fortuna, ma è presente anche fra chi rimane cercando di dare sostegno e conforto a tutti.

 

La chiesa di San Martino a inizio XX secolo

La chiesa di San Martino come anche le chiese di Santa Maria e in parte di S. Elia è ormai un edficio molto antico che necessita di volta in volta di continui restauri, ma a differenza delle altre chiese della zona è ancora pienamente attivo ed è il principale punto di riferimento religioso locale. E’ praticamente la chiesa madre di Lecce nei Marsi.

 

 

La chiesa di San Martino dopo il terremoto del 1915

Mentre il borgo di Lecce nei Marsi viene ricostruito più a valle ad una quota inferiore il resto dei borghi satelliti che prima costituivano l’ossatura di Lecce Vecchio, rimangono ora disabitati e diruti. La stessa cosa riguarda la chiesa di San Martino che non viene riedificata, ma anzi lasciata nel più completo abbandono. Le stesse macerie della chiesa rimangono li per molto tempo.
La chiesa di San Martino contrariamente ad alcuni bene storici del paese recuperati da alcuni avveduti imprenditori come il piccolo castello di Castelluccio, rimane ancora allo stato di rudere a simbolo del terremoto di 100 anni prima. Invece la torre dell’ex chiesa risulta pienamente funzionante e diventata nel tempo un simbolo del paese.

Sarebbe bello poter riavere questo edificio religioso funzionante come tanto tempo fa. E’ un vero peccato che purtroppo questo non sia possibile. Tuttavia porre esso come simbolo del sisma del 1915 è comunque un modo per continuare a perpetuare la memoria di quanti morirono con il terremoto.

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Informazioni su Marco Maccaroni 961 articoli
Classe 1956, perito elettronico industriale, ho conseguito attestati riconosciuti per attività su reti cablate LAN presso la IBM Italia. Ho svolto la mia attività lavorativa c/o Roma Capitale sino al 2020. Autore, nel 2014, del sito Abruzzo Vivo.

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