Storia e Tradizioni

Coronavirus cancellata la Transumanza da Puglia a Molise

La Transumanza, antichissima pratica agropastorale di migrazione stagionale del bestiame lungo i tratturi dalla Puglia al Molise, riconosciuta patrimonio culturale dall’Unesco, quest’anno non ci sarà. Lo riferisce all’ANSA Carmelina Colantuono che insieme alla sua famiglia, originaria di Frosolone (Isernia), rappresenta la testimone e custode di questa secolare attività.
L’emergenza Covid-19, dunque, non permetterà il trasferimento del bestiame lungo i tratturi. Un viaggio di cinque giorni attraverso due regioni, tre province, Foggia, Campobasso e Isernia, e diversi comuni. Una scelta dolorosa, ma necessaria.
“Dobbiamo rimandare – spiega – siamo in un momento difficile e per questo non abbiamo inoltrato le richieste in quanto coscienti del fatto che le avrebbero respinte. La stessa cosa vale per il consueto avvio di scambi e collegamenti con gli enti organizzatori”. Dal tono della voce di Carmelina traspare rassegnazione, ma nello stesso tempo, come è suo stile, fermezza e razionalità: “L’emergenza Coronavirus rappresenta un grave problema, bisogna prima pensare alla salute delle persone”.
“Anche noi abbiamo paura – sottolinea – ma per ora la priorità è contenere la diffusione dei contagi”.
“Confido – aggiunge – nel rispetto del distanziamento sociale che per noi molisani può essere considerato ‘naturale’ grazie soprattutto alla presenza di piccoli comuni e borghi. Su questo aspetto siamo un po’ più fortunati. Adesso bisogna prestare massima attenzione alla fase successiva dell’emergenza”.
Il Covid-19, dunque, cancella l’edizione 2020 della Transumanza. Accadde anche dal 2002 al 2006 a seguito dell’emergenza ‘Blue Tongue’ che di fatto determinò il fermo della movimentazione su strada degli animali e in altre circostanze legate all’emergenza sanitaria. Ora, dunque, il trasferimento dei capi di bestiame dalla Puglia al Molise potrebbe avvenire con l’utilizzo di camion. Ma anche su questo aspetto non ci sono ancora certezze su modalità e tempi. “È tutto incerto – afferma Carmelina – non sappiamo cosa avverrà nel prossimo futuro soprattutto per quanto riguarda gli allevamenti allo stato brado che comunque prevedono la presenza di alcune persone”.

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Mi chiamo Marco Maccaroni e sono un appassionato di tecnologia ed innovazione in genere, oltre che della fotografia, del mare, della montagna e della buona cucina. Anche se lontane, le mie origini abruzzesi hanno fatto si che la frequentazione di questi territori, iniziata sin bambino, sviluppasse in me una grande sintonia forte e gioiosa. Nasce in questo modo l'idea di portare sul palcoscenico più grande del pianeta delle pagine interamente dedicate all'Abruzzo, alla sua cultura ma soprattutto alla sua storia ed alle sue origini.

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