La Marsica e le sue radici spezzate


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Dal 1 febbraio al 3 maggio 2015 c/o Castello Piccolomini di Celano 

Nel primo centenario dal disastroso terremoto della Marsica, l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) organizza una serie di iniziative per ricordare l’evento e accelerare il percorso di sensibilizzazione sul rischio sismico. Alle 7:53 del 13 gennaio 1915, un terribile terremoto di magnitudo 7.0 colpì un’area molto vasta dell’Italia centrale, provocando danni gravissimi ad Avezzano, in tutta la Piana del Fucino e in numerose località della Valle Roveto e della media Valle del Liri. L’intensità macrosismica stimata sulla base della distribuzione dei danni fu dell’XI grado della scala MCS. Le vittime raggiunsero complessivamente il numero di 30.519.

Nell’anno del centenario dal disastroso terremoto della Marsica, l’Ingv ha organizzato convegni, mostre e filmati per ricordare uno dei più forti e devastanti eventi sismici del Novecento. Giovedì 15 e venerdì 16 gennaio 2015, presso il Castello Orsini-Colonna di Avezzano, si terrà il convegno “Cento anni dal terremoto. Il percorso della cultura sismica”, in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile.

“Ricostruzioni: Marsica 1915, L’Aquila 2009” è, invece, il titolo del convegno che si terrà sabato 17 gennaio 2015 a Pescina (L’Aquila), presso la sala conferenze del Teatro San Francesco. L’evento, che vede la collaborazione dell’Università degli Studi “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, ripercorre dal punto di vista ingegneristico-architettonico, geologico, storico ed economico i problemi legati alle ricostruzioni post-sisma che hanno investito un intero secolo, tra il terremoto della Marsica del 1915 e quello dell’Aquila del 2009.

Dal 1 febbraio al 3 maggio 2015 sarà, inoltre, possibile visitare la mostra interattiva “1915-2015: cento anni dal terremoto della Marsica”, allestita nelle sale della sezione archeologica del Castello Piccolomini di Celano. Il percorso prevede l’ideazione e realizzazione di exhibit interattivi multimediali e filmati 2D e 3D. Ampio spazio sarà dedicato al terremoto della Marsica del 1915 attraverso documenti, testimonianze storiche, foto, video e laboratori didattici. Ad aprire l’esposizione, il documentario “Le radici spezzate. Marsica 1915-2015” che racconta, attraverso immagini e testimonianze raccolte in quattro luoghi della Marsica, le delocalizzazioni dei centri abitati in seguito al terremoto del 1915.

Questi tre video

Si intitola ‘Le Radici Spezzate, Marsica 1915 – 2015’: è il documentario realizzato dall’Ingv (L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ) in occasione del centenario del terremoto del 1915 nella Marsica.
Un documentario di Lucrezia Lo Bianco ed Agostino Pozzi per raccontare, attraverso quattro luoghi simbolo, con parole ed immagini, le delocalizzazioni dei centri abitati in seguito al terremoto del 1915.
Alle 7:53 del 13 gennaio di cento anni fa, un terribile terremoto di magnitudo 7.0 colpì un’area molto vasta dell’Italia centrale, provocando danni gravissimi ad Avezzano, in tutta la Piana del Fucino e in numerose località della Valle Roveto e della media Valle del Liri. L’intensità macrosismica stimata sulla base della distribuzione dei danni fu dell’XI grado della scala MCS. Le vittime raggiunsero complessivamente il numero di 30.519.
Il video descrive quanto avvenuto a Frattura, frazione di Scanno che ha subito una delocalizzazione completa con la costruzione, ultimata alla fine degli anni ’30, di un nuovo centro abitato. Alcuni edifici di Frattura Vecchia sono stati sempre mantenuti insieme a piccole attività orticole che lo rendono a tutt’oggi un centro particolarmente vivo.
Viene poi descritto quanto avvenuto ad Aielli che vede la nascita di un nuovo centro abitato, in prossimità della stazione ferroviaria, senza che il vecchio centro venga mai abbandonato.
Ci si trova quindi oggi di fronte allo sdoppiamento del paese con la presenza di due centri abitati con un numero di abitanti simile.
Il documentario, a cura di Lucrezia Lo Bianco ed Agostino Pozzi, è stato prodotto da Europe Consulting Onlus. Il progetto è stato finanziato con fondi INGV (Sezione Roma1 e Progetto FIRB-Abruzzo).

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