Morena l’orsetta orfana pesa 40 chili


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Abbandonata forse dalla madre, trovata in fin di vita dai cittadini di Villavallelonga (AQ) lo scorso maggio, l’orsa Morena tornerà a breve in libertà. Accolta dal Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm), l’animale, che solo due mesi fa pesava ancora 18 kg, oggi ha raggiunto i 40 kg. Questo fa ben sperare nella ripresa dell’orso e nella sua prossima liberazione. Tuttavia è necessario ancora monitorarla e fare attente valutazioni.

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Una delle condizioni importanti per la liberazione era proprio che Morena aumentasse notevolmente il suo peso in modo da avere risorse sufficienti per sopravvivere nel nuovo ambiente e superare l’inverno. Gli orsi hanno un istinto innato nella ricerca del cibo e nella preparazione della tana invernale, ma ovviamente Morena rispetto ai suoi coetanei parte svantaggiata e un buon peso le consente di darle delle chance in più.

Il Parco Nazionale D’Abruzzo, Lazio e Molise sta lavorando alla definizione del rilascio, la fase più difficile e complessa della sperimentazione per tutte le variabili in campo. Si stanno valutando attentamente siti, problematicità legate a ogni zona, e fase post rilascio. Il Parco ha investito molto in questo progetto e farà quanto più possibile affinché Morena torni libera, riesca a sopravvivere e, nei prossimi anni, anche a dare vita ad altri orsetti; ma non possiamo negarci, come abbiamo sempre fatto in questi mesi, tutte le difficoltà implicite nella sua liberazione“, ha fatto sapere il Parco.

Questo è il momento più difficile e delicato, nel quale bisogna considerare tutte le variabili del caso. Morena era un cucciolo orfano cresciuto in cattività e dunque più esposto a pericoli. Si tratta del primo esperimento di questo tipo in Italia e per gli operatori che hanno lavorato al progetto si tratta di una vera sfida, anche perché l’orso marsicano è una specie a rischio di estinzione. “Nel momento in cui tornerà in libertà Morena sarà un orso come tutti gli altri e il Parco, a parte il monitoraggio per controllare che non interferisca con le attività antropiche, non dovrà fare altro, come è giusto che sia per un orso libero in natura. I rischi possibili sono molti. A quelli che affrontano tutti i cuccioli di orso che vivono nel Parco (più del 50% non sopravvive) si aggiungono le difficoltà di un cucciolo orfano che è cresciuto in cattività: la possibilità che si avvicini ai paesi con tutto ciò che ne consegue, il problema delle sicurezza sulle strade, l’incontro-scontro con dei maschi adulti, ecc. Quindi, adesso, si gioca la partita più difficile per Morena. I “custodi” che in questi mesi l’hanno seguita e tutto il personale del Parco vive un momento di forte contrasto in termini di emozioni. Da una parte il progetto sta per giungere al termine e il rilascio di Morena significa il ritorno a una vita libera, con profonda soddisfazione per tutti e dall’altra l’apprensione per il suo futuro non privo di pericoli, che potrebbero vanificare tutti gli sforzi fatti, ma siamo sicuri che tutti coloro che ci hanno seguito in questi mesi hanno compreso l’eccezionalità dell’esperimento e tutte le problematiche connesse per cui sapranno comprendere gli eventi”.


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