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Nel Parco del Gran Sasso sulle tracce di gatto selvatico e martora

martora

ASSERGI – Sta dando importanti risultati una ricerca del servizio scientifico del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga che ha confermato la presenza, nell’area protetta, di due piccoli carnivori particolarmente elusivi ma significativi, in quanto indicatori della buona salute degli ecosistemi forestali, cui sono strettamente legati, quali la Martora (Martes martes) ed il Gatto selvatico (Felis silvestris) . Si tratta di specie di interesse comunitario, rispettivamente elencate negli allegati IV e V della direttiva Habitat, oltre che di specie “particolarmente protette” in base alla legge 157/92, la cui presenza in Italia risulta generalmente frammentata e discontinua, oltre che scarsamente conosciuta nella sua reale densità e distribuzione. 

Per entrambe le specie i principali fattori di minaccia sono individuati nella frammentazione e nella degradazione degli habitat e, per il gatto selvatico, in particolare, esiste anche un rischio di ibridazione con il gatto domestico. Precedenti studi dell’Ente Parco avevano consentito, già negli anni 2009 – 2012, di raccogliere tracce della presenza di questi mustelidi in alcune località dell’area protetta.In particolare, per quanto riguarda il Gatto selvatico, co dirette erano giunte tramite il fototrappolaggio, mentre per la Martora erano stati rinvenuti e caratterizzati geneticamente degli escrementi localizzati in un numero limitato di siti.

Foto Wikipedia
Foto Wikipedia

Oggi, grazie alle inequivocabili conferme restituite dalle immagini delle fototrappole, per entrambe le specie si aprono nuove prospettive di conoscenza e di tutela.Nei siti individuati grazie alle fototrappole si procederà, infatti, con un trappolamento meccanico e, una volta catturati, gli esemplari saranno muniti di un radiocollare Vhf/Gps che consentirà ai tecnici del Parco di monitorarne il comportamento in natura, raccogliendo informazioni preziose sulla loro etologia, distribuzione ed organizzazione spaziale. I dati saranno in seguito elaborati in ambito GIS ed utilizzati al fine di conoscere le tipologie ambientali maggiormente utilizzate dalle specie e per attuare le più  idonee misure di conservazione.

Tratto da abruzzoweb.it



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Autore: Marco Maccaroni

Luoghi poco noti al turismo di massa di impareggiabile bellezza, ricchi di tradizioni, storia e arte. Territori selvaggi e montuosi che digradano in colline fino a raggiungere il mare. Il fascino di villaggi sospesi nel tempo e abbracciati da paesaggi maestosi e unici. Vicoli, viuzze medievali che trasportano in un mondo passato suscitando emozioni uniche. Le spettacolari isole Tremiti incastonate in un mare dalle mille tonalità di blu. Un viaggio in Abruzzo per scoprire la storia, l’arte e la natura di una regione ricca di tesori nascosti

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