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La città di Pineto operatore di pace. Storia e territorio

Foto Biketouritalia

La Storia
Pineto non nasce come cittadina marinaresca, infatti le sue origini sono strettamente legate al Borgo antico di Mutignano che si era sviluppato nell’antichità grazie all’influsso derivante dalla città ducale di Atri. Pineto inizia a svilupparsi e comincia a costruire una sua identità quando Luigi Filiani comincia a far costruire dei fabbricati che costeggiano lo scalo ferroviario, senza tralasciare il panorama ambientale, richiese ed ottenne in concessione dal Demanio Marittimo i terreni antistanti il mare dove impiantò una rigogliosa pineta. Nel 1930 il comune da Mutignano viene trasferito al mare e nasce così definitivamente questa località turistica denominata Pineto.

L’Ambiente
Il reticolo idrico comunale è caratterizzato dalla presenza a nord del fiume Vomano e da due torrenti il Calvano e il Foggetta, che hanno sviluppato il loro corso in zone con il substrato geologico fratturato e seguendo queste linee di debolezza arrivano a valle. Dal punto di vista ambientale insistono sul territorio diverse aree sensibili alle quali i vari governi cittadini hanno riservato e riservano un regime di tutela.

 

 

I calanchi
Volgendo lo sguardo verso le colline ciò che desta in particolar modo il nostro interesse è la presenza dei “calanchi”, che circondano il borgo antico di Mutignano, questa eccezionale visione è data da una forma di erosione dinamica provocata, in passato, da deforestazioni ma soprattutto favorita da continui disseccamenti e dilavamenti di questo terreno la cui conformità risulta essere prevalentemente argillosa. La caratteristica di questi tipi di terreni è quella di essere a bassa permeabilità, ciò porta anche all’assenza di falde idriche ma alla presenza di molti laghetti collinari; quasi tutto il comprensorio comunale rientra in questa categoria eccezion fatta per quelle zone di fondo valle, con depositi di spiaggia che al contrario favoriscono la permeabilità.

Il Parco Filiani
È ubicato sul versante est della collina che sovrasta l’abitato di Pineto centro. Ha una superficie di circa 45.500 m2; è delimitato a nord e ad ovest dalla strada provinciale per Mutignano, ad est dalla variante della SS16, mentre a sud confina in parte con i terreni coltivati ed in parte, a ridosso della SS16, con l’area denominata “Orto degli Aranci” che, in origine, era un orto con piante da frutto più vecchio dello stesso parco.Lo stesso, morfologicamente, si distribuisce su 4 livelli costituiti da 4 gradoni con terrazzamenti minori, scarpate inerbite e boscate, impluvi sistemati con canalizzazioni per il deflusso dell’acqua, sentieri di accesso delimitati da muri di contenimento in pietrame e malta, vasche di decantazione e raccolta delle acque. Il parco fu realizzato su un ex cava di argilla a servizio della fornace che si trovava nella zona pianeggiante costiera in corrispondenza dell’attuale via Filiani. Pertanto, quando la fornace non fu più attiva la cava fu oggetto di un vero e proprio recupero e sistemazione ambientale, con la realizzazione del parco. I lavori furono iniziati nel 1927 da lavoratori a servizio di Luigi Corrado Filiani, e furono dapprima eseguiti interamente a mano e poi con l’ausilio di camion per il trasporto della terra che veniva movimentata nel corso dei lavori. Seguiva poi un accurato lavoro di preparazione del terreno e la successiva piantumazione di alberi scelti (più di 1000 piante, alcune rare, come il Pinus nigra Villetta Barrea) con cura e poi adeguatamente innaffiati e curati. Vennero poi realizzati i sentieri ed i camminamenti per muoversi all’interno del parco, utilizzando i mattoni spaccati provenienti dalla demolizione della fornace. Dal punto di vista tecnico l’aspetto più importante ed interessante del parco è il sistema per la regimazione delle acque di scorrimento superficiale del versante argilloso, praticamente impermeabile che ostacolava l’esecuzione dei lavori. Per questo fu costruito un canale di scolo che attraversa l’intero parco da ovest ad est ed è dotato di alcuni manufatti ed elementi caratteristici tra i quali il più importante è senz’altro il “Castelluccio”, così chiamato per la sua struttura che ricorda un castello in miniatura. Oggi il Parco Filiani, per le sue caratteristiche costruttive e per le numerose essenze arboree presenti, fra alberi e arbusti, è da ritenere unico: sotto l’aspetto botanico e architettonico.

 

I calanchi

Le Pinete
La storia delle pinete “pinetesi” è sintomatica e spiega non solo il nome dato all’abitato di Pineto, ma anche le complesse vicende del loro essere, oltre al tipi di ubicazione. Attualmente esse costituiscono nel loro insieme quasi un unicum, mentre il loro impianto copre la durata di oltre un cinquantennio. Complessivamente occupano una superficie lunga circa 4 km per una profondità media di ml. 35, a fronte mare.

La Pineta Catucci
Si sviluppa a nord della foce del torrente Calvano ed è inframezzata da un tratto di circa 200 metri di lungomare, a ridosso del quartiere omonimo. Fu realizzata dall’ing. Fausto Catucci, da cui prende il nome, tra il 1970 e il 1977. Si estende su una superficie di 8000 mq, con una lunghezza media di 400 metri e una larghezza di 20 metri. La pineta è caratterizzata dalla presenza di conifere della varietà Pinus Pinea e Pinus Halepensis, di età intorno ai 25 anni, diametro di 15-25-30 cm e altezze di 6-10 m. A ciò si aggiungono varietà di essenze quali il pitosforo tobira a costituire siepi delimitanti i due lati della passeggiata, l’oleandro in cespugli, l’eleagnus, la tamarix gallica, il rosmarino, la lavanda, la westringea, il lentisco, la bergenia, la santolina, il tecrium, il phormium, il teucrium fructincans azureum, oltre alla presenza di mq. 3.300 di manto erboso. Essa viene attraversata per tutta la sua lunghezza da una pista ciclo-pedonale che la collega con la “pineta storica”

La Pineta Storica
La parte più antica delle pinete è rappresentata dalla Pineta “STORICA” che si estende per m. 1300 sul litorale in corrispondenza del centro abitato di Pineto. Questa pineta fu voluta da Luigi Corrado Filiani, fondatore della città di Pineto, con lungimiranza e senso del bello nel promuovere una località balneare adatta ad accogliere turisti. Il suo intento era quello di piantare, oltre la linea ferroviaria e per concessione del demanio statale, una pineta litoranea a est della sua villa e relativi terreni di proprietà. Complessivamente vengono piantati 2000 alberi della varietà Pinus Pinea, alti da 4 a 6 metri. Naturalmente con lo scorrere degli anni molte piante sono morte creando spazi vuoti. Attualmente essa ha una superficie di 5 ettari dove dimorano circa 700 piante del tipo PINUS PINEA e PINUS HALEPENSIS di età intorno a 80-85 anni. Essa viene attraversata per tutta la sua lunghezza da una pista ciclo-pedonale quale naturale continuazione di quella che percorre la Pineta Catucci.

 

 

La Pineta Foggetta e Neorimboschimento
La Pineta Foggetta venne piantata nel 1957- 1959 e sorge a sud della pineta storica, di fronte al quartiere Corfù, prolungandosi fino alla foce del torrente Foggetta dal quale prende nome. Si sviluppa su un’estensione di 20.000 mq e per una lunghezza di 800 metri, costituita quasi esclusivamente da Pinus Halepensis in cinque riquadri (altezze di 5-7 m e diametri 15- 25-30 cm), con sesto d’impianto di metri 2 x 2. A fianco di questi riquadri si trova una strada che li costeggia con piante da seme di conifere, Populus, Jucche, Tamarix. Essa venne realizzata mediante appositi fondi dei “Cantieri Scuola di Rimboschimento” sotto la direzione del Corpo Forestale di Teramo

La Pineta “Neorimboschimento”
Si estende a sud della pineta Foggetta, fino a raggiungere i confini del territorio comunale di Pineto con Silvi. Misura un’area di circa 25.000 mq, con una lunghezza media di 1 Km e una larghezza di circa 25 metri. Le piante di Pinus Halepensis hanno un sesto di metri 2 x 2 e sono poste di fronte al mare, seguite da nove riquadri di Pinus Pinea con sesto ora di metri 4 x 4, ora di metri 8 x 8. Essa è stata realizzata con specifici fondi regionali dal Corpo Forestale nel 1984-1985. E’ un intervento ben riuscito, anche per il sesto statico dell’impianto, che dà al complesso un profilo paesaggistico e agronomico di raro effetto rispetto alle altre pinete locali.

La costa
Nel quadro degli scorci pittoreschi rientra anche la costa pinetese caratterizzata da una triplice conformazione; nel tratto a nord, compreso tra il litorale antistante la frazione Scerne e fino all’altezza della località Villa Fumosa, è possibile ammirare una spiaggia di tipo ciottoloso dovuto a depositi fluviali che nel tempo hanno modificato l’arenile esclusivamente sabbioso; nel tratto centrale antistante la Pineta Catucci il litorale è di tipo misto sabbioso/ciottoloso in cui si avverte il progredire dei depositi fluviali del vicino fiume Vomano; nel tratto che dal capoluogo arriva fino al confine con il vicino Comune di Silvi l’arenile si presenta esclusivamente di tipo sabbioso, dove è possibile ammirare, nella zona sud la presenza di vegetazione dunale di notevole pregio ambientale. Questa zona è caratterizzata, in prevalenza, da bassi fondali sabbiosi, interrotti soltanto in alcuni tratti dall’oasi di protezione marina provinciale e da scogliere di fondo formatesi dai massi sommersi riconducibili a costruzioni portuali. Quest’ultima parte della costa coincide con la recente istituzione dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano.

 

 

L’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”
Il suo progetto risale alla previsione contenuta nella Legge 394 del 06/12/1991 “Legge quadro sulle aree protette” che inserì, a seguito di iniziativa dell’Amministrazione Provinciale di Teramo e dei Comuni di Pineto e Silvi, tra le ipotesi di istituzione di parchi marini o riserve marine, dell’Area Marina Protetta “Torre del Cerrano”. Dopo un lungo iter istruttorio da parte del Ministro dell’Ambiente finalmente si è giunti alla perimetrazione del parco ed alla redazione della bozza del relativo decreto istitutivo. L’area interessata, che ha visto nel 2004 la preliminare istituzione da parte dell’Amministrazione Provinciale di un’area marina antistante l’istituendo parco destinato al ripopolamento ittico, è compresa a nord dalla foce del Torrente Calvano e a sud con il confine del territorio comunale di Silvi, oltre il quale il parco continua ad estendersi.
L’AMP, di estensione lineare di m. 6000, viene suddivisa in tre zone: zona B, zona C, zona D. La zona B (riserva generale), avente forma di un rettangolo di lunghezza di m. 900, avendo il centro occupato dalla proiezione della Torre di Cerrano sulla linea di riva, e una profondità verso il mare di m. 1000. La zona C (riserva parziale), anch’essa di forma rettangolare ingloberebbe la zona B, avrebbe una lunghezza di m. 6000 ed una profondità di m. 2000. La terza zona D (protezione) è stata creata come corridoio di collegamento, anch’esso protetto, con le barriere soffolte posizionate dall’Amministrazione Provinciale a creare un’area marina protetta destinata al ripopolamento ittico. In data 4 agosto 2006 l’Amministrazione Comunale di Pineto ha preso atto degli schemi definitivi di decreto istitutivo e di regolamento inviati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio. Nella fase di redazione dei documenti sopra citati, l’Amministrazione Comunale di Pineto ha voluto da subito far intendere al Ministero di non considerare l’AMP come sola riserva interessante lo specchio acqueo, bensì anche come proiezione di una sua parte a terra ricomprendendovi anche le pinete litoranee (Pineta Storica, Foggetta, Neorimboschimento) patrimonio verde della città. Pertanto la perimetrazione finale sul territorio terrà conto anche di quanto espressamente chiesto dalla civica amministrazione. Con Decreto del MINISTERO DELL’AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE del 21 ottobre 2009 (GU n. 80 del 7-4-2010) è stata ufficialmente istituita l’Area marina protetta denominata «Torre del Cerrano».

 

 

La Duna Litoranea
Si sviluppa nel tratto compreso tra l’inizio della Pineta di Neorimboschimento (Via Cellini) e il confine sud con il vicino comune di Silvi, per un tratto di circa 2,5 Km. Lungo il litorale si trovano anche interessanti tracce di vegetazione dunale, anticamente prosperante in un ininterrotto cordone verso sud. Queste piante, con le loro profonde radici (anche 5-6 metri), trattengono la sabbia, continuamente minacciata dall’erosione provocata dalle forti mareggiate. In passato la comunità vegetale fu disposta in fasce successive di vegetazione e ancora oggi, ritroviamo, nella fascia del Cackileto, esemplari di Cakile marittima, Xantium italicum, Salsola kali; nella fascia dell’Agropireto (piante pionere): Cyperus kali, Agropyron junceum, Calystegia soldanella; nella fascia dell’Ammofileto: Ammophila litoralis, Verbascum niveum garganicum (endemico dell’Abruzzo e del Gargano), Medicago marina, Lotus creticus, Eryngium maritimum, Echinophora spinosa, Silene colorata ed il raro Giglio di Mare (Pancratium maritimum). Nel tratto immediatamente retrodunale, poi, prosperano: la Liquirizia, Erianthus, Yucca, Pittosporum, Tamarix Africana (endemico delle province di Teramo e Pescara) e piccoli gruppi di canneti a Phragmites e Arando in corrispondenza di fossi e canali di scolo, dove nidificano il Tuffetto, la Folaga, la Gallinella, ecc. L’Amministrazione Comunale, con delibera del Consiglio Comunale n° 6 del 23/03/2005, ha adottato il nuovo Piano Spiaggia Comunale ai sensi della Legge Regionale 141/1997, prevedendo, allo scopo di salvaguardare le specie vegetali presenti sulla duna litoranea, al suo interno l’articolo 17 (Zona di protezione naturalistica) del Piano Demaniale Comunale in cui, la zona compresa tra la località Foggetta e la Torre del Cerrano (zona dunale), viene riconosciuta quale Zona di Protezione Naturalistica riservata alla protezione e alla conservazione delle dune costiere. Un’iniziativa intrapresa dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con il WWF, Sezione di Pineto, Gruppo Attivo Terre del Cerrano, al fine di salvaguardare le specie vegetali presenti sulla duna, è stata quella di delimitare la predetta Zona Naturalistica, con paletti di castagno e funi di marineria, di proprietà

 

 

del Comune, al fine di evitare il passaggio e il calpestio indiscriminati. In tale direzione, l’Amministrazione Comunale, con delibera n 26 del 13 febbraio 2007, ha approvato un protocollo d’intesa con il WWF Italia, con il quale è stata siglato un patto di reciproca collaborazione volta alla tutela e salvaguardia delle peculiarità naturalistiche ed alla attivazione di programmi di sviluppo sostenibile, per l’area denominata “Cerrano”, comprendente la superficie interessata dall’istituzione di aree protette, a mare ed a terra, dal limite delle acque territoriali alle aree collinari corrispondenti, dall’abitato di Pineto al confine comunale con Silvi. A tale scopo è stato individuato uno specifico gruppo di lavoro formato da due tecnici esperti del WWF e da tecnici e funzionari del Comune di Pineto al fine di sviluppare iniziative per la predisposizione di un piano di gestione e fruizione della fascia dunale e dell’area immediatamente retrostante, tenendo conto delle valenze naturalistiche ed ambientali. Il gruppo di lavoro ha terminato e consegnato all’amministrazione il piano (di cui si allega copia) nel mese di ottobre 2007. Allo stato attuale il piano è all’esame del gruppo tecnico incaricato dall’Amministrazione Comunale per lo studio della prima variante al Piano Demaniale Comunale che tra gli obiettivi ha quello di integrare le norme del Piano Demaniale Comunale con i risultati del suddetto piano di gestione.

 

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Informazioni su Marco Maccaroni 961 articoli
Classe 1956, perito elettronico industriale, ho conseguito attestati riconosciuti per attività su reti cablate LAN presso la IBM Italia. Ho svolto la mia attività lavorativa c/o Roma Capitale sino al 2020. Autore, nel 2014, del sito Abruzzo Vivo.

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