Sgomberate le casette di Berlusconi del dopo terremoto


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Ricordate le casette post-terremoto dell’allora premier Silvio Berlusconi? Ebbene, si sono rivelate friabili come biscotti. Già lo scorso anno la protezione civile era dovuta intervenire per verificarne la staticità dopo il crollo di un balcone. Ma la propaganda di allora si trasforma in briciole. Stamattina il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente ha firmato un’ordinanza con la quale dispone lo sgombero di 124 alloggi distribuiti nei quartieri del progetto “Case” (complessi antisimci sostenibili ed ecocompatibili) di Cese di Preturo, Arischia e Sassa Nucleo industriale.

Nel testo dell’ordinanza, si legge che la decisione arriva per motivi di pubblica incolumità legati proprio alla tenuta dei balconi. Si tratta, in particolare, delle piastre 14, 20 e 21 del quartiere Case di Cese di Preturo, delle piastre 6, 8 e 16 del quartiere Case di Sassa Nucleo industriale e delle piastre 1, 2 e 3 del quartiere Case di Arischia.

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Nel primo caso, vale a dire Cese di Preturo, gli sgomberi verranno effettuati entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza sindacale, nel secondo, Sassa nucleo industriale, entro 45 giorni dalla notifica, nel terzo, Arischia, entro 60 giorni, sempre a far data dalla notifica.

Il documento ricorda inoltre che, a seguito del crollo del balcone di un appartamento del quartiere Case di Cese di Preturo, in via Gian Maria Volontè, il 2 settembre dello scorso anno, a causa delle infiltrazioni d’acqua, con conseguente “totale marcimento della struttura lignea del balcone”, e delle risultanze delle perizie tecniche effettuate per verificare le condizioni statiche dei balconi degli altri 22 edifici della medesima tipologia, si era intervenuti con ordinanze di sgombero degli alloggi della stessa piastra (la numero 19) e con opere di messa in sicurezza, ricordando altresì il sequestro preventivo di tutti i balconi di tali edifici, disposto dal Tribunale dell’Aquila.

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L’ordinanza – si legge poi in una nota del Comune dell’Aquila – rileva quindi come, il 5 novembre scorso, il servizio di manutenzione del Progetto Case ha rilevato che il balcone di un alloggio, posto al secondo piano della piastra 14 del complesso di Cese di Preturo, si sia distaccato dal muro, presentando evidenti condizioni di rischio di crollo, circostanza che ha portato allo sgombero dell’alloggio e all’avvio delle operazioni di rimozione del balcone. “Valutato – si legge ancora nel testo – che non è possibile, attraverso il semplice controllo a vista, prevenire efficacemente il rischio di crollo dei balconi, ma è necessario

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effettuare interventi invasivi, non compatibili con la permanenza degli abitanti negli alloggi interessati, e che, nelle more degli interventi suddetti, sussistano condizioni pregiudizievoli per l’incolumità delle persone, si ordina lo sgombero degli alloggi degli edifici dei progetti Case succitati, in cui sono presenti le più alte percentuali di balconi che presentano situazioni di rischio”. “I nuclei familiari interessati dall’ordinanza – ha dichiarato il sindaco Massimo Cialente – verranno trasferiti in altri alloggi disponibili dei complessi Case, salvo i casi in cui gli assegnatari fossero già stati raggiunti da provvedimenti di sgombero a causa di morosità, sia in riferimento al pagamento dei canoni di locazione e compartecipazione che a quello delle utenze”.


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