Visita al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

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Gran Sasso

Il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il terzo in Italia per estensione, può essere considerato un monumento alla varietà della natura al quale partecipano con entusiasmo cittadini, amministratori e forze sociali e in modo particolare lo stesso Ente attraverso una rete di strutture informative e promozionali, amministrative e tecnico-scientifiche. Esse sono in diretto contatto con le popolazioni residenti e i sempre più numerosi visitatori. È un parco particolare poiché in esso sono racchiuse numerose caratteristiche di alta valenza naturalistica e ambientale. Tra le tante, la presenza del ghiacciaio più meridionale d’Europa Il Calderone alle pendici della montagna più alta dell’Appennino il Corno Grande; vasti pianori uno dei quali Campo Imperatore è il più lungo, 25 chilometri, ribattezzato “Piccolo Tibet”, formato soprattutto da dossi e doline.  Impressionanti pareti rocciose di cui gran-sasso-monti-laga Visita al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Lagala più alta Parete Nord di Monte Camicia è di oltre 1000 metri. Inoltre di notevole bellezza le cascate alimentate da torrenti impetuosi come la Cascata delle barche, la Cascata della Morricana e la Cascata dell’Ortanza. Il Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga tutela tutta una gamma di creste affilate, canaloni innevati, cascate di ghiaccio, vaste foreste come il Bosco della Martese, quella che si estende dalla Val Maone alla Valle del Chiarino oppure quelle che si trovano alle pendici del Monte Camicia e sotto il Corno Grande. Di tutto l’Appennino, qui si può osservare una montagna austera molto simile alle Alpi. Tante sono le cime che superano i 2500 metri di quota delle quali la più alta il Corno Grande (m 2912) con le sue tre vette; seguono Monte Prena e Monte Camicia (m 2561 e m 2564); Pizzo d’Intermesoli e Monte Corvo (m 2635 e m 2623); e numerose altre che superano i 2000 metri. Per raggiungere tali vette e tantissime altre mete da escursionisti e alpinisti, costoro hanno a disposizione una gamma veramente estesa di sentieri di tutte le tipologie. Gli itinerari più belli del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga superano di molto il centinaio quelli escursionistici e una cinquantina quelli alpinistici. Attraverso la loro percorrenza si possono osservare i vari aspetti ambientali che danno vita a una diversità paesaggistica d’alta valenza bio-ecologica. Una nota meritano i numerosi laghi, benché piccoli, hanno un ruolo importante nel paesaggio di questi due massicci montuosi e il più grande di essi – il Lago di Campotosto – è risultato dallo sbarramento con una diga. Parlando dalla flora del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga – ricca di 2364 specie censite – non si può fare a meno di segnalare una specie importante, l’Adonide primaverile o gialla – ritenuta estinta – presente solo sul Gran Sasso; un endemismo molto particolare perché inserito in una biodiversità considerata la maggiore d’Europa. Altri endemismi che possiamo trovare nel Parco nazionale del Gran Sasso Montiparco-gs Visita al Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga della Laga sono il Limonio aquilano e l’Astragalo aquilano.  Per quanto non endemiche ma ugualmente importanti sono altre specie floristiche come il Genepì appenninico, la Viola della Majella, l’Androsace di Matilde, l’Adonide ricurva, la Stella alpina dell’Appennino e un vero gioiello è la Peonia selvatica. Naturalmente sono anche numerose le specie arboree e arbustive tra le quali le più importanti il Faggio che forma estese foreste, il Castagno, l’Abete bianco e il Carpino nero. Nelle faggete è facile incontrare esemplari di Tasso, Acero montano, Agrifoglio, ecc. Anche la fauna del Parco Nazionale e Monti delle Laga ha i suoi rappresentanti di un certo valore naturalistico come il Camoscio d’Abruzzo, simbolo del parco, estinto un centinaio d’anni fa, è stato reintrodotto e oggi conta almeno 500 esemplari. Seguono altri erbivori tra i quali il Cervo e il Capriolo, prede favorite del Lupo appenninico che condivide il territorio con il Gatto selvatico, il Cinghiale e l’Orso bruno marsicano. L’Aquila reale e il Falco Pellegrino perlustrano il territorio. Molti uccelli, tra l’altro, frequentano il Lago di Campotosto, divenuto per essi un punto  seguiti da centinaia di altri animali tra serpenti, anfibi e migliaia di insetti. L’uomo, su questo territorio, ha lasciato numerose tracce nel corso dei secoli, anzi si può dire che da millenni – in pratica dal neolitico – lo ha colonizzato e per questo il patrimonio storico-culturale del Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga è decisamente ricco e vario ed è espresso in numerosi edifici dai siti archeologici ai castelli, dalle chiese alle abbazie agli eremi, dai borghi fortificati alle rocche. Semplicemente parlare dei punti di interesse il compito è vasto; ci limitiamo a parlare dei più significativi senza sottovalutare l’importanza dei “centri minori”. Chiesa di San Francesco ad Amatrice del fine trecento con un reliquiario gotico del 1472. La Badia di San Bartolomeo a Carpineto della Nora, fondata prima dell’anno 1000 alle pendici del Monte Fiore. La celebre Fortezza di Rocca Calascio anch’essa edificata nell’anno 1000 appartenuta ai Medici a partire dal 1579. Il sito archeologico Amiternum di origine sabina che i romani hanno arricchito con un bel anfiteatro. L’isolata e suggestiva Fortezza di Castel Manfrino a Valle Castellana. Il Tempio di Ercole e le Mura Megalitiche a Montorio al Vomano. Il monumento storico del XIII secolo della Fontana delle 99 Cannelle nella zona della Riviera. Una delle più belle opere di ingegneria militare in Italia è senz’altro da visitare la Fortezza di Civitella del Tronto. Qui abbiamo accennato solo ad alcuni dei punti di interesse situati nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga ma il visitatore può rivolgere la sua attenzione a tantissimi altri punti, per cultura e storia grandi e piccoli, tutti degni di una attenta visita.

Photo Gallery di  © Maurizio Anselmi

Credits: www.turismoviaggitalia.it

Galleria: Maurizio Anselmi

 

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