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Il carcere dell’Aquila, la fortezza del 41bis assegnata a Matteo Messina Denaro

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E’ il carcere d’Italia con il più alto numero di detenuti al 41 bis, le Costarelle sono il centro del carcere duro. Il penitenziario dove è stato assegnato Matteo Messina Denaro a Preturo è di fatto in mezzo al nulla, è una isola detentiva lontano dal resto della città dell’Aquila

Matteo Messina Denaro, l’ultimo stragista e boss di Cosa nostra arrestato ieri a Palermo dopo 30 anni di latitanza dai carabinieri del Ros e del Gis, è stato trasferito ieri sera con un volo aereo a Pescara.

Si è trattata di una tappa base per il suo successivo trasferimento in un carcere di super sicurezza attrezzato per il 41bis: nell’area infatti disponibili per queste esigenze ci sono sia il carcere dell’Aquila che quello di Ascoli.

Ieri sera il 60enne boss mafioso è atterrato all’aeroporto d’Abruzzo attorno alle 22. Ad attenderlo una folta schiera di auto e pattuglie dei carabinieri. Poi il corteo, come riferisce il quotidiano Il Centro con i lampeggianti accesi sarebbe arrivato in nottata a L’Aquila.

E l’ipotesi più probabile della definitiva carcerazione potrebbe essere proprio quella dell’Aquila, e secondo quanto si è appreso, autorità ed istituzioni sarebbero state allertate, anche se però non c’è ancora conferma ufficiale visto lo strettissimo riserbo che è calato sulla vicenda.

A far propendere per la scelta dell’Aquila però le caratteristiche di struttura di massima sicurezza, il fatto che il carcere abbia già ospitato personaggi di spicco,  è ottimale per raggiungere Roma per i futuri interrogatori. E inoltre nell’ospedale del capoluogo regionale c’è un buon centro oncologico che possa prendere in cura Denaro, malato di cancro.

Ha del resto assicurato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervistato da Radio 24  “Possiamo garantire che coniugheremo il diritto alla salute con l’assoluta sicurezza” nell’espiazione della pena “di un ex latitante pericoloso catturato con molta fatica dopo molti anni”.

Nel carcere di massima sicurezza aquilano sono già detenuti altri nomi “pesanti” di Cosa Nostra,  come quelli di Filippo Graviano, Carlo Greco e Ignazio Ribisi; della ‘ndrangheta, come Pasquale Condello; e della camorra come Paolo Di Lauro senior e Ferdinando Cesarano. Ma in quel carcere c’è pure Nadia Desdemona Lioce che, per le Nuove brigate rosse, è stata condannata all’ergastolo per gli omicidi Biagi e D’Antona, visto che solo all’Aquila c’è la sezione del 41 bis per le donne. In ultimo, Felice Maniero, boss della cosiddetta Mala del Brenta, detto “faccia d’angelo”, all’Aquila in regime di semilibertà.

In passato è stato rinchiuso per un breve periodo a L’Aquila anche Totò Riina, il boss dei boss, con cui è iniziata la sanguinaria carriera criminale dello stesso Messina Denaro. Ed anche Leoluca Bagarella – sta scontando l’ergastolo per strage -, Raffaele Cutolo della nuova camorra organizzata, Francesco Schiavone detto Sandokan (esponente dei Casalesi),

I carabinieri del Ros e la procura di Palermo hanno intanto individuato il covo del boss Matteo Messina Denaro, arrestato, ieri, alla clinica Maddalena di Palermo.

E’ a Campobello di Mazara, nel trapanese, paese del favoreggiatore Giovanni Luppino, finito in manette insieme al capomafia.

Estratto da @Abruzzo Web

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Autore: Marco Maccaroni

Terra di impareggiabile bellezza, ricca di tradizioni, storia e arte. Territori selvaggi che digradano in colline fino a raggiungere il mare. Vicoli, viuzze medievali che trasportano in un mondo passato suscitando emozioni uniche. Le spettacolari isole Tremiti incastonate in un mare dalle mille tonalità di blu. Un viaggio in Abruzzo per scoprire la storia, l’arte e la natura di una regione ricca di tesori nascosti

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