Villalago tra le Gole del Sagittario ed il monte Genziana


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Villalago, (la vìllë), è citata come Vilamdelacu nel 1289. Il nome è di evidente origine, facendo riferimento al Lago di Scanno, non lontano dal quale sorge il paese. Il termine villa in epoca medievale designa il “paese”, o la “frazione più importante di un comune”. Situata all’inizio della Gola del Sagittario, Villalago sorge in una zona teatro di frane e alluvioni che diedero origine al piccolo lago su cui si affaccia. La leggenda pone all’origine della formazione del lago il terremoto che nell’anno 217 a.C. spaccò il Monte Genzana. Diversi elementi testimoniano la presenza di popoli romani e preromani sul luogo. Innanzitutto la denominazione Fluturnum (da flumen Turni, fiume di Turno), del fiume e della cittadina che sorgeva alle falde del Monte Rovere, da cui prese nome in seguito la valle del Fluturno. Molti contadini ritengono di aver rinvenuto tombe primitive di forma rettangolare con cadaveri e corredi funerari.

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Foto tratta da alessandradimuzio.it

Del Monastero di San Pietro in Lago, di cui rimangono solo pochi ruderi di mura della stalla, alcuni resti sono stati trasportati nella chiesa di S. Maria di Loreto, come il prezioso altare di S. Domenico del XII sec., scolpito in pietra locale da qualche monaco o “mastro” dell’epoca, la campanella di S. Domenico, in bronzo, presumibilmente seicentesca, a giudicare dall’iscrizione che vi è impressa, e il portale della chiesa del Monastero, con incisioni di arabeschi. Nella chiesa è custodito inoltre un prezioso reliquiario d’argento contenente le ossa, l’anello abbaziale e la croce pettorale del Santo, oltre al famoso Dente che, secondo la credenza si è reso artefice di tanti episodi miracolosi. Interessante anche il patrimonio pittorico della chiesa: sullo sfondo dell’altare vi è il quadro della Madonna di Loreto di Costantino Buccini del 1857, mentre la tela della Madonna del Rosario è del 1581. Altre chiese aperte al culto a Villalago sono S. Michele Arcangelo, sita sull’Arapezzana, la cui devozione sarebbe stata portata nel paese dai longobardi; l’Oratorio dell’Addolorata; la chiesa di S. Maria, senza alcun aggettivo come nella tradizione dei benedettini che la fondarono e la gestirono, sul frontale della quale una data, 1575, rimanda con tutta probabilità all’anno di costruzione del solo portale. Importante luogo di culto per gli abitanti di Villalago e per il turismo religioso è l’Eremo di San Domenico, nella Gola del Sagittario, un tempo antico Monastero degli Eremiti. Secondo il desiderio del Santo, accanto ad essa i Conti di Valva costruirono una piccola cappella. Soltanto nel 1500 fu eretta la chiesa che oggi si presenta spettacolare,con un lago artificiale formato dalle acque del Sagittario. Caratteristica è anche l’acropoli medioevale di Villalago con la “Torre della Libertà” (1568) e la “Torre dell’Unità” (1230), la Loggetta, i vichi ed i portali in pietra del ‘700 e ‘800. 4La vita nel paese si anima decisamente in occasione delle festività religiose e folcloristiche,prima fra tutte la festa di S. Domenico, il 22 agosto, durante la quale la statua del Santo viene portata in processione dai devotissimi villalaghesi. Nel giorno di festa in onore di S.Antonio da Padova,è invece consuetudine portare in processione le cosiddette “panneccelle”,pagnottelle benedette preparate dalle donne villalaghesi in onore del Santo. Nella vigilia della celebrazione di S. Domenico il 21 gennaio,si usa accendere,in segno di devozione,un enorme falò (fanoglia).

Luoghi d’interesse

Eremo di San Domenico: fu costruito presso il lago di San Domenico nell’XI secolo, come cappella votiva presso una grotta naturale ritenuta sacra. La chiesetta attuale ha un aspetto settecentesco, a capanna dove si accede da un portale a grottesche del XVIII secolo, con riquadri del miracolo del santo contro il lupo, opera di Alfredo Gentile. L’interno è altalenante tra il barocco e il neogotico, con una statua lignea di San Domenico, e alla base dell’altare il paliotto di stucco del 1761. Da un accesso dietro l’altare si entra nella grotta dove dimorò il santo.

Chiesa parrocchiale della Madonna di Loreto: risalente al XIV secolo, e successivamente modificata negli interni nel XVII secolo. La facciata è in tardo romanico, con il portale a tutto sesto decorato da strombature e un affresco sulla lunetta. Nella navata interna si ergono statue di San Michele Arcangelo e la Madonna del Rosario. L’altare minore è decorato a san Domenico, dove si conserva un pezzo del suo giaciglio in legno.

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Chiesa della Madonna Addolorata: un tempo cappella privata del Palazzo Lupi, fu consacrata nel 1652 circa. L’interno è a pianta quadrata in stucco marmorizzato barocco.

Chiesa di San Michele Arcangelo: importante chiesa storica. Costruita nell’XI secolo dai Longobardi in stile romanico; sopra il portale rettangolare c’è una lunetta col Cristo Pantocratore che legge il “Libro della Vita”

Chiesa della Madonna delle Grazie, in stile campestre classico, a navata unica, comunemente chiamata “Santa Maria”, sita a circa 100 m dalla piazza Celestino Lupi, è di origini antichissima, databile probabilmente all’anno 1000, in quanto la grancia Santa Maria della Villa, del Monastero di San Pietro de Lacu, istituita da San Domenico Abate, prendeva il nome da questa piccola chiesetta. La struttura attuale potrebbe essere databile al 1575, data incisa sul portale. Ripulita ed arricchita nel 1999 ad opera dell’associazione culturale “L’Atelier del Sagittario”, conserva l’immagine della Madonna delle Grazie che viene portata in processione durante la festa che vi si svolge nel mese di luglio.

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